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Arrestato il quarto componente della banda di rapine seriali

Si tratta di un giovane ventenne incensurato

di V.S.
cronaca | E’ stato catturato dai Carabinieri della Compagnia di Bagheria, il quarto componente della banda di rapinatori seriali accusati di aver commesso 10 rapine tra marzo e luglio 2012 tra Palermo, Bagheria, Ficarazzi eBolognetta, si tratta del ventenne incensurato Antonino Randazzo. Anche per quest’ultimo componente della banda, si sono aperte le porte della Casa Circondariale “Ucciardone” di Palermo. 

All’alba, di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Bagheria e gli Agenti della V Sezione della Squadra Mobile della Questura di Palermo avevano dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP Dr. Giovanni Francolini presso il Tribunale di Palermo, richiesta dai Pm Dr.ssa Amelia Luise e Dr. Luca Battinieri, nei confronti di quattro giovani palermitani. 

Gli arrestati sono stati ritenuti responsabili di avere commesso una serie di rapine, dieci in tutto, in un brevissimo lasso di tempo, compreso tra marzo e luglio 2012, in Palermo, Bagheria, Ficarazzi e Bolognetta, in danno di istituti di credito, uffici postali, supermercati e gioiellerie, talvolta con modalità violente. 
Inoltre, i malviventi si sono spesso avvalsi di un minore, denunciato a piede libero, per realizzare le rapine. Il provvedimento restrittivo scaturisce dalle risultanze di una complessa attività investigativa, che ha visto impegnati per sei mesi gli Agenti della sezione Antirapine della Squadra Mobile della Questura di Palermo e i Carabinieri della Stazione di Ficarazzi.
Determinante ai fini delle indagini si è rivelato l’esame dei filmati estrapolati dai sistemi di video-sorveglianza degli esercizi commerciali rapinati, che gli investigatori hanno posto a confronto con le immagini pubblicate dai giovani rapinatori sui propri profili del social network “facebook”. Ciò ha consentito di individuare la gang di giovanissimi malviventi, alcuni dei quali legati da uno stretto rapporto di amicizia, dediti in forma seriale ed esclusiva alla commissione di rapine, quale mezzo di mantenimento di un dispendioso tenore di vita e del loro essere “trendy”. I servizi di pedinamento condotti nel corso delle investigazioni hanno accertato infatti che i rapinatori frequentavano locali alla moda della movida palermitana, indossando abiti griffati, abbigliamento del quale non si privavano neanche in occasione della perpetrazione delle rapine, si muovevano alla guida di costose motociclette BMW e di scooter di grossa cilindrata. I giovani, tutti originari dello “Sperone”, nel quartiere Brancaccio, avevano individuato nel centro storico di Palermo, zona via Libertà e dunque il salotto-bene della città, e nella periferia est del capoluogo, le aree predilette per la commissione delle rapine, anche in virtù delle numerose vie di fuga esistenti, forti delle presunzione di non poter essere riconosciuti, motivo per il quale si muovevano a volto scoperto. Il provento totale delle rapine commesse ammonta alla somma complessiva di 50 mila euro circa. 

 
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