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Controllo a tappeto dei distributori di carburanti nel Palermitano

La Guardia di Finanza ha verbalizzato sanzioni per oltre 87 mila euro

di Natalia Librizzi
cronaca | In questi giorni, la Guardia di Finanza ha controllato 67 impianti di distribuzione carburanti a Palermo e nelle principali città della provincia (Termini Imerese, Bagheria, Partinico, Cefalù, Corleone), ponendo l’attenzione sul rispetto degli adempimenti contabili e fiscali connessi alla gestione dei distributori ma anche di quelli propriamente tecnici legati alla regolare erogazione e quantificazione del carburante, all'effettiva corrispondenza dei prezzi esposti sui cartelli con quelli indicati dalle colonnine di erogazione e sulla qualità dei carburanti erogati. 

I controlli - Tra gli impianti controllati, 22 sono stati segnalati agli uffici competenti per irregolarità nella esposizione delle tabelle previste da decreti assessoriali della Regione Sicilia a garanzia della corretta informazione dell’utenza in merito al giorno di chiusura infrasettimanale, all'orario giornaliero di apertura e di chiusura e in merito all'elenco degli impianti abilitati al servizio notturno e festivo; nei riguardi di 7 distributori sono state riscontrate palesi discordanze tra le giacenze contabili e le giacenze effettive di carburante, superiori ai limiti di tolleranza previsti per le eccedenze e le deficienze ammesse dalla normativa di settore e infine un impianto presentava una colonnina con evidenti manomissioni nei sigilli apposti nei congegni di taratura dei dispositivi di erogazione. 

I controlli hanno riguardato anche la circolazione su strada dei prodotti petroliferi a mezzo di autobotti, eseguiti dai finanzieri al fine di verificare il regolare possesso della documentazione fiscale prevista per il trasporto dei prodotti energetici sottoposti ad accise destinati all'approvvigionamento dei depositi e delle stazioni di servizio. È stato individuato infatti un autotrasportatore di carburanti con un quantitativo difforme da quello indicato nella documentazione esibita: dei circa 7.000 kg che l’autobotte avrebbe dovuto trasportare risultava una ammanco di oltre 3.000 kg per i quali l’autista non è stato in grado di fornire alcuna giustificazione. Sono in corso le indagini per ricostruire l’effettivo utilizzo del carburante mancante, verosimilmente destinato al mercato nero

Al termine del piano, sono state verbalizzate sanzioni amministrative di oltre 87.000 euro.
 
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