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Cosa nostra e la droga in tempo di crisi: prezzi scontati fino al 50%

La mafia riscopre interesse per lo spaccio diretto: 8 gli arresti, tra cui 2 boss

di Natalia Librizzi
cronaca | Anche il commercio illegale di stupefacenti ha dovuto adattarsi ai tempi di crisi. È quello che emerge dall'operazione “Sambuca”, conclusasi ieri dalla Squadra mobile di Palermo, dopo un anno e mezzo di indagini, avviate grazie alla soffiata di una fonte confidenziale. 
Su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), gli agenti hanno fatto scattare le manette ai polsi di 8 persone per detenzione e spaccio di sostanza stupefacenti, in particolare cocaina e hashish, a prezzi “stracciati”. Infatti, negli ultimi dieci anni – spiega in conferenza stampa Stefano Sorrentino, capo della Sezione antidroga della Questura di Palermo – il costo delle droghe si è ridotto della metà e un grammo di cocaina oggi viene spacciata a 50 euro, invece dei canonici 100 euro di qualche tempo fa: "Visto il momento di crisi e la riduzione degli acquisti, gli spacciatori hanno fatto un adeguamento al ribasso dei prezzi sul mercato illecito".

 

L'indagine ha consentito, inoltre, di disarticolare l'organizzazione la cui attività era magistralmente suddivisa in zone, creando una vera e propria mappa dello spaccio cittadino, i cui mercati erano localizzati nei quartieri di Ballarò, del Villaggio Santa Rosalia e della Zisa. Continua infatti Sorrentino: “Quello a cui si assiste è una sorta di ‘globalizzazione’ del mercato della droga, in cui agiscono i diversi mandamenti mafiosi della città, che a loro volta, adeguano i prezzi della droga per soddisfare le esigenze di clienti provenienti dai diversi quartieri”, che dunque si fidelizzavano al pusher. 

Tra gli accusati figurano anche Renzo Lo Nigro e Alessandro Longo, esponenti mafiosi di spicco già in carcere da un paio di anni, a dimostrare il rinnovato interesse di Cosa nostra per lo spaccio diretto della droga.
 
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