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GDF sequestra 72 poste private su tutto il territorio nazionale

Un danno allarmante anche sotto il profilo dell'utenza: solo uno dei network sottoposti a sequestro ha movimentato 30 milioni di euro.

di Natalia Librizzi
cronaca | Sono state le numerose denunce di diversi cittadini palermitani a far scattare l’operazione della Guardia di Finanza, denominata “Lost Pay”, che ha portato al sequestro – disposto in via d’urgenza dalla Procura della Repubblica di Palermo – di 72 agenzie di poste private, sparse su tutto il territorio nazionale (non solo Palermo, Messina, Catania, Trapani e Agrigento; ma anche Roma, Macerata, Lecce, Reggio Calabria, Modena e L’Aquila), per violazione al Testo Unico delle Leggi Bancarie, dunque per truffa, appropriazione indebita e abusiva attività di prestazione di servizi di pagamento

Com'è nata l'operazione 'Lost Pay' - Molti cittadini, ignari di essere stati truffati proprio dalle poste di fiducia, hanno lamentato alle Fiamme Gialle il mancato riconoscimento, da parte di enti fornitori di servizi pubblici, dei pagamenti delle utenze effettuati appunto attraverso il canale alternativo dei servizi postali privati, con la conseguenza, in alcuni casi, della sospensione della fornitura di servizi essenziali, come luce, gas e telefono. 
La diffusione del fenomeno e la capillarità delle querele hanno indotto, allora, gli investigatori ad approfondire l’effettiva legittimazione delle poste private a esercitare quei servizi di pagamento, come bollettini postali, R.I.D., finanziamenti, affidati dalla legge, in via esclusiva, agli operatori iscritti in uno speciale albo istituito presso la Banca d’Italia. Ovviamente, tale iscrizione è risultata fittizia

Risvolti dell'operazione - Oltre alle 72 agenzie di poste private, sono state sottoposte a sequestro tutte le apparecchiature utilizzate per le operazioni finanziarie e, soprattutto, è stato predisposto il sequestro probatorio dei quasi 180 conto correnti utilizzati per il deposito delle somme illegittimamente introitate tramite i pagamenti dei bollettini. “Stante la natura degli illeciti e dei riscontri operati, - si legge nel comunicato stampa della Guardia di Finanza – si è delineato un quadro assolutamente allarmante anche sotto il profilo della tutela dell’utenza, laddove si consideri che solo uno dei network sottoposti a sequestro ha movimentato, in soli 18 mesi, diversi milioni di euro (circa 30)”. Inoltre, sono al vaglio della Procura della Repubblica di Palermo numerosissime transazioni finanziarie effettuate per il tramite di alcune delle agenzie sottoposte ad indagini che avrebbero favorito la movimentazione di cospicue somme di denaro in violazione degli obblighi previsti dalla normativa antiriciclaggio.

 
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