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I saldi nell'epoca della crisi

A Palermo calo del 30% nei primi due giorni di sconti

di Claudia Guarino
cronaca | I tanto attesi saldi, finalmente, sono iniziati! Ma forse non poi così tanto attesi, dato che nelle principali città italiane si è registrato un considerevole calo degli acquisti rispetto allo scorso anno, quando già, la Federconsumatori aveva stimato un ribasso pari al 9,5%. 
Nel capoluogo siciliano, ad esempio, il primo giorno di saldi, non si può di certo considerare un successo. Pochi i cittadini che sono andati a caccia di “affari” e acquisti a metà prezzo, a conferma di una crisi economica che stenta ad abbandonarci. Secondo una stima approssimativa di alcuni commercianti, durante la prima mattinata di saldi, si registrerebbe un calo del 30% in meno rispetto all'anno scorso. Molti, infatti, a giudicare dalle spiagge affollate, hanno preferito trascorrere una giornata al mare per sfuggire al caldo afoso del centro città. 

Un flop a livello internazionale.  Non sono solo i commercianti siciliani a soffrire di questo calo devastante del consumo. Da quanto emerge da una indagine Coldiretti/Swg, più di un italiano su due ha deciso di ridurre, rinunciare o rimandare l’acquisto dell’abbigliamento. Diverso è, invece, il dato che riguarda i generi alimentari, per i quali, il 16%degli italiani dichiara di aver ridotto la spesa o rimandato gli acquisti ma chiaramente non di avervi rinunciato. Altro dato da non sottovalutare, in tempo di crisi, è il calo per il 50% degli italiani di acquisto di pacchetti vacanze, o ancora, la rinuncia di un italiano su tre anche delle attività culturali. 

I consigli di Federconsumatori: "occhio alle fregature". Chi ancora va a caccia di saldi, stia bene attento a non cadere in alcuni piccoli “tranelli” che purtroppo si fanno sempre più diffusi in tempi di sconti. Si, perché è ormai tecnica assai diffusa, quella di alzare il prezzo iniziale, applicando su questo lo sconto, in modo da lasciare sostanzialmente invariato il prezzo di vendita. Data la frequenza e la diffusione di questi escamotage, con cui i commercia menti pensano di poter fronteggiare la crisi, la Federconsumatori, a tutela e a favore di un aumento del consumo, ha pubblicato un decalogo contenente una serie di consigli utili “per non correre rischi in occasione di saldi”: 

  1. Conservate sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono sostituire. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Ma la grande novità è che non c’è più bisogno, come stabilito dall’art. 1495 del cod. civ., di denunziare “i vizi al venditore entro otto giorni dalla scoperta”. Il D.lgs n. 114/1998 ha stabilito, infatti, che il consumatore deve denunciare “al venditore il difetto di conformità entro il termine; 

  2. Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Gli articoli vecchi non stanno “rischiando” un forte deprezzamento, perché sono ormai andati fuori moda e dunque sono già deprezzati. Diffidate degli sconti superiori al 50%: spesso nascondono merce non proprio nuova;

  3. Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità, in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto;

  4. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. Diffidate dei marchi molto simili a quelli noti. Verificate che il prodotto offerto in vetrina sia lo stesso che vi verrà presentato in negozio. La merce “vecchia” offerta in saldo deve essere separata dalla nuova;

  5. Pubblicità. Ricordate che sulla merce è obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato; il prezzo deve essere inoltre esposto “in modo chiaro e ben leggibile” (Dlg n. 114/98). I messaggi pubblicitari devono essere presentati in modo non ingannevole per il consumatore;

  6. Prova dei capi: non c’è l’obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati e non provati. Controllare attentamente l’etichetta e la taglia;

  7. Consigli per gli acquisti. Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti, ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. Meglio se avete tenuto d’occhio un capo e/o una merce annotando il vecchio prezzo;

  8. Negozi. Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce “vecchia” offerta in saldo deve comunque essere separata dalla “nuova”; 

  9. Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi; 

  10. Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi ad una delle associazioni dell’Intesa,all’Ufficio Comunale per il commercio o ai Vigili Urbani.
 
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