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Le vittime della crisi: chiude la storica gioielleria Longo

A Palermo la storia muore per far spazio alle grandi catene

di Natalia Librizzi
cronaca | Sono 5231 le imprese palermitane in stato di liquidazione destinate alla chiusura, e poco meno della metà (2988) quelle con procedure concorsuali che ne disciplineranno il fallimento. Questo il quadro della crisi in una Palermo che negli ultimi mesi, senza mai scomporsi e indignarsi, sta perdendo alcuni dei "colossi" storici della sua economia. 

Dopo la chiusura di Grande Migliore, delle cui sorti ci siamo anche occupati qualche mese fa, e dopo il fallimento di Max Living, che ha lasciato a casa 200 persone, è toccato al marchio amministrato da Sergio e Francesco Flaccovio, le cui librerie – luoghi simbolo non soltanto della nobiltà e della ricca borghesia palermitane, ma anche della cultura siciliana del Novecento (da Renato Guttuso a Leonardo Sciascia, da Tomasi di Lampedusa a Indro Montanelli) – sono a poco a poco cadute sotto la scure della crisi. 

Crisi che ha spazzato via la storica cartoleria De Magistris-Bellotti; il negozio di calzature e accessori Schillaci sito in via Libertà che ha ceduto il posto a Gucci, come Tessilcora, che ha venduto i locali a Burger King, lasciando a casa e senza lavoro 4 persone. 

E ancora gli storici negozi di musica palermitaniEllepi, Diskery e Master tra gli altri – superati dalle grandi catene come Feltrinelli e Mondadori le quali, pur non occupandosi esclusivamente di musica, sono riuscite a coprire i primi posti nel settore. 

E nella lista delle vittime mietute dalla crisi, oggi si legge il nome di Emilio Longo. Sulla saracinesca della sua gioielleria, in via Ruggero Settimo dal 1934, spicca un cartello che annuncia che tutta la merce è in saldo fino a sabato prossimo. Poi, quella stessa saracinesca verrà abbassata per l’ultima volta. 
È proprio Emilio Longo a specificare i termini della chiusura attraverso la sua pagina Facebook. "Per cessazione attività vendo arredamento, gioielleria in ottime condizioni a un prezzo affare… Affrettatevi a contattarmi… Un caro saluto a tutti voi cari Amici di FB, che mi siete vicini con il vostro affetto in un momento come questo!!!". 

Da orafo della nobiltà palermitana, Emilio è adesso un uomo di mezza età che come tanti dovrà essere capace di reinventarsi un mestiere, nonostante abbia vissuto in questa gioielleria da tutta una vita, tanto da ricevere la targa di negozio storico dall'ex presidente della Camera di Commercio di Palermo, Vincenzo Chiriaco il quale oggi si chiede "Chi può fare qualcosa per fermare questa emorragia?" dal momento che, continua, "ci sono strade che si stanno svuotando e dove i marchi storici vengono sostituiti da marchi nazionali o internazionali che ancora si possono permettere di riempire questi spazi. Ma si tratta di società che nulla hanno che vedere con il territorio", la cui economia è in ginocchio.

Palermo, indìgnati per una volta.
 
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