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Movida palermitana: la controproposta dei titolari dei locali

"Non vogliamo il muro contro muro con il Comune, ma devono permetterci di lavorare"

di Claudia Guarino
cronaca | Stop alla musica a mezzanotte nei giorni feriali e all’una nel weekend, divieto di vendere bevande alcoliche in bottiglie di vetro o in lattina negli spazi pubblici. Ecco i punti salienti della nuova ordinanza comunale – la cui entrata in vigore è prevista per l’inizio della stagione estiva, dall'1 giugno fino al 30 settembre – e che ha mandato in escandescenza i gestori dei locali notturni a Palermo, per la drasticità del regolamento previsto per la movida palermitana

La controproposta dei titolari dei locali – Si sono incontrati, ieri, da "Hub" – l’ex Mezcalito di via Libertà a Palermo – circa sessanta proprietari di pub e nightclub del capoluogo siciliano, per discutere su una controproposta, da formulare nell’interesse di tutti, e presentare al Comune affinché venga modificato il regolamento dell’ordinanza sul problema della movida, senza che colpisca e annienti il lavoro dei commercianti. 

"Non vogliamo il muro contro muro con il Comune - dice Gigi Giordano, titolare di "Hub" - ma piuttosto una collaborazione". 
In questo modo, spiega Giordano, si mette a rischio l’operato dei gestori dei locali, che a causa di un regolamento che non tiene conto delle loro esigenze lavorative, vedrà un considerevole calo dei profitti. 
“Il provvedimento emanato è drastico, con evidenti limiti, e non tiene conti di innumerevoli parametri – prosegue - Uno su tutti, le diverse esigenze tra le varie zone della città. Come poi è surreale far andare via la gente a mezzanotte: se spegni la musica di sottofondo il locale si svuota. Fermo restando che una regolamentazione è necessaria, soprattutto per combattere l'abusivismo e l'illegalità". 

L’invito al Sindaco di sedersi al tavolo insieme - La richiesta avanzata dai titolari dei locali riguarda, nello specifico, una posticipazione dell’orario di spegnimento della musica, all’una nei giorni feriali e alle 2:00 nel weekend. "In questo modo - afferma Antonio Ferrante, presidente dell'associazione Efatà - scopriremo anche se questa Amministrazione vuole una città viva o una città morta. Intanto chiediamo che il Sindaco ritiri quest’ordinanza, e poi che si sieda al tavolo con noi per rimodulare un tema che deve essere affrontato in maniera unitaria". 
Fra le proposte da presentare al Sindaco Orlando, anche quella di far tornare l’idea di “Caffè concerto”, in voga negli anni ’90. 
Una formula abbastanza semplice - come spiega uno dei titolari presenti – che grazie alla concessione gratuita del suolo pubblico, per chi ne aveva diritto, e ad una regolamentazione più accettabile su orari e musica, permetteva anche la chiusura al traffico delle strade, per l’allestimento di uno spazio ricreativo all’aperto, gestito a norma senza arrecare alcun disturbo. 

Entro i prossimi giorni – ci ha assicurato Gigi Giordano – i gestori dei locali che si sono riuniti ieri, provvederanno a stilare un nuova versione dell’ordinanza, da sottoporre all’attenzione dell’Amministrazione comunale, per sostituire quella che dovrebbe entrare in vigore l'1 giugno.
 
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