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Recuperati i resti di una nave nel fondale di Avola

Potrebbe trattarsi di un c galeone spagnolo del '700

di Redazione di BuongiornoSicilia
cronaca | Cinque cannoni di oltre due metri ciascuno, i relativi carrelli, suppellettili e parte di uno scavo risalente con molta probabilità al periodo compreso tra la fine del 1600 e l'inizio del 1700.

E' questo il "bottino" che la Gdf di Siracusa ha individuato e poi recuperato nelle acque di Avola. Le operazioni di localizzazione sono iniziate lo scorso mese, quando l’appuntato scelto Bruno Magnano, un finanziere appassionato di immersioni, ha notato sui fondali del comune di Avola del materiale ferroso e legnoso. 

Dopo un primo sopralluogo dei sommozzatori della Guardia di Finanza ed dei subacquei della Soprintendenza del Mare, sono cominciate le operazioni di recupero. Le supposizioni sono molteplici, anche se la più accreditata potrebbe essere quella di una nave, appartenente alla flotta spagnola del XVIII secolo, periodo durante il quale sulle coste della Sicilia sud-occidentale avvennero numerosi scontri navali contro la flotta inglese, affondata durante una battaglia con gli inglesi a largo di Siracusa.

Questo straordinario recupero, si aggiunge ad altri rinvenimenti che il Reparto navale delle Fiamme gialle ha effettuato in un anno, dopo quello del cannone spagnolo di capo Passero, delle due ancore di epoca romana rinvenute a Capo Murro di Porco e del cannone di Capo del Melo.
 
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