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Scommesse clandestine all'ippodromo 'La Favorita'

18 le persone denunciate: giro d'affari da mezzo milione di euro

di Redazione di BuonGiornoSicilia
cronaca | Allo storico ippodromo palermitano “La Favorita” ha operato per diverso tempo un gruppo criminale dedito alla raccolta di scommesse clandestine su gare ippiche, capace di alimentare un circuito parallelo a quello ufficiale, con un giro d’affari completamente “in nero”, quantificato in più di mezzo milione di euro nell’arco di due anni. 

Le indagini della Guardia di Finanza di Palermo, durate poco meno di due anni e coordinate dalla Procura della Repubblica del capoluogo siciliano hanno portato alla richiesta di rinvio a giudizio per 18 indagati, tutti residenti nella provincia di Palermo, che dovranno ora rispondere di reati quali associazione per delinquere e organizzazione di scommesse abusive su competizioni sportive.




 





L’indagine ha avuto origine nel 2010, a causa del brusco calo, registrato dagli Enti abilitati alla programmazione e all’organizzazione delle corse dei cavalli, delle puntate raccolte, attraverso il circuito ufficiale, all’interno della nota struttura sportiva palermitana, per alcuni mesi pari al 40% in meno della media registrata negli anni precedenti. 

Gli appostamenti effettuati dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Palermo, l’avvio di intercettazioni telefoniche ed il piazzamento di diverse telecamere nascoste all’interno dell’ippodromo palermitano, hanno svelato decine di incontri fra allibratori abusivi e scommettitori, chiarendo così la diffusa e articolata attività illecita.

Pochi minuti prima dell’inizio delle corse, numerosi scommettitori abituali attratti dalle quote di vincita più alte di quelle praticate dalla rete autorizzata, anziché effettuare le puntate presso gli sportelli abilitati, si rivolgevano, in modo circospetto, ad una decina di soggetti che raccoglievano le somme di denaro in contanti. 
Durante le pause tra una corsa e l’altra, gli organizzatori si riunivano fra di loro per “dividersi” i proventi, anche per evitare che qualcuno di loro conservasse troppo denaro contante. 

I "clandestini" hanno col tempo condizionato in modo indiretto i pronostici delle corse: per le scommesse equine, infatti, la quota di un singolo cavallo sul totalizzatore nazionale è determinata dal flusso delle puntate ufficiali che gli scommettitori effettuano sul piazzamento di singoli cavalli con varie tipologie di giocata (vincente, piazzato, trio, accoppiata, ecc.), che vengono accettate dal sistema fino a qualche istante prima della partenza della corsa; questo determina il cavallo “favorito”
 
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