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Sparatoria a Palazzo Chigi: "Puntavo ai politici, poi mi sarei suicidato"

Luigi Preiti non è un folle, aveva premeditato tutto 20 giorni fa

di Claudia Guarino
cronaca |
Non era di certo questo il modo in cui, oggi, a seguito del rito di giuramento, avremmo voluto raccontare l' insediamento del nuovo Governo Letta. Un fatto che ha lasciato l’Italia sgomenta. L’Italia e non solo, perché la notizia ha in breve tempo fatto il giro del mondo: messaggi di solidarietà sono giunti, infatti, da Parigi a Washington, dal Parlamento europeo e da tutte le testate giornalistiche più importanti a livello internazionale. 

“Puntavo ai politici”, ha confessato ai magistrati Luigi Preiti, l’attentatore che questa mattina, durante il giuramento dei 21 ministri del nuovo governo al Quirinale, ha sparato sei colpi d’arma da fuoco, con una pistola Beretta non registrata, di provenienza illecita, colpendo due carabinieri in servizio davanti a palazzo Chigi, sede dell’esecutivo. 

La ricostruzione dei fatti – Partito questa mattina in treno da Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria, Luigi Preiti, un uomo apparentemente normale, è arrivato a Roma per mettere in pratica il suo piano. Passeggiava nella piazza di Montecitorio, in completo gessato, quando, avvicinandosi al portone di palazzo Chigi, ha estratto una pistola e ha aperto il fuoco senza puntare a un preciso bersaglio, ferendo due carabinieri che si trovavano sul posto: Giuseppe Giangrande, brigadiere cinquantenne, nato a Monreale, in Sicilia, ma residente a Prato, vedovo da pochi mesi con una figlia di 23 anni, ferito gravemente al collo; Francesco Negri, carabiniere trentenne, di Torre Annunziata in provincia di Napoli, ferito ad una gamba. 
Si saprà, soltanto qualche ora dopo, che le condizioni dei due uomini feriti non sono gravi e che il pericolo di vita è scampato per entrambi. Tornando alla ricostruzione dei fatti, Preiti, dopo aver sparato i sei colpi di pistola, ha cercato di fuggire ma è subito stato raggiunto dagli altri carabinieri sul posto, con i quali ha avuto una breve colluttazione terminata con la sua cattura e il conseguente arresto. 
 Un gesto inspiegabile dal momento che si tratta di un uomo senza precedenti penali e che ha agito da solo. Un fatto che, in un primo momento, ha lasciato intendere fosse frutto di un comportamento folle da parte di uno squilibrato mentale. 


 I commenti dei parenti di Preiti sconvolti dalla vicenda - L’uomo, 49enne, muratore calabrese, padre di un figlio di 16 anni, non è affatto una persona mentalmente instabile, come si è detto inizialmente.
 “Non ha mai sofferto di patologia psichiatriche - dice il fratello Arcangelo Preiti - Siamo allibiti, non sappiamo spiegarci quel che è potuto accadere". Anche l’ex moglie, intervistata dai giornalisti, assicura che Preiti sia un uomo sano di mente e dichiara che "non é come lo avete dipinto in queste ore, lui è una brava persona". "Sono stanca di tutta questa pressione - aggiunge la donna, dalla porta del suo appartamento nel centro di Pedrosa, di ritorno da un interrogatorio da parte dei carabinieri - "Mio figlio cresce nel rispetto del padre" - ha concluso. 

 Aveva programmato tutto già 20 giorni fa – Interrogato dal Procuratore di Roma, Gianfilippo Laviani, Preiti ha confessato di aver premeditato il gesto ben 20 giorni prima e di aver acquistato "la pistola quattro anni fa al mercato nero ad Alessandria". "Ho voluto fare un gesto eclatante in un giorno importante – ha detto Preiti - non odio nessuno in particolare ma sono disperato". 
Aggiunge, inoltre, durante l’interrogatorio, che se avesse avuto ancora colpi a disposizione, si sarebbe tolto la vita. 
 L’uomo, posto agli arresti con l’accusa di tentato omicidio e detenzione abusiva di arma da fuoco, verrà interrogato una seconda volta nella giornata di martedì. 

 Le dichiarazioni del neo ministro degli Interni, Angelino Alfano - "Ad un primo esame degli eventi la vicenda può essere ricondotta a un gesto isolato sul quale comunque sono in corso ulteriori accertamenti" ha detto il ministro Alfano. "La situazione generale dell'ordine pubblico nel Paese non desta preoccupazioni - ha aggiunto affermando che - comunque sono stati rafforzati i controlli presso gli obiettivi a rischio". 

Boldrini: “La politica deve dare risposte al Paese” - "La politica deve tornare a dare risposte concrete ai bisogni delle persone e all'emergenza sociale”, afferma il neo presidente della Camera Laura Boldrini . “La crisi trasforma una vittima in carnefice, come l'uomo che ha sparato oggi, e questo ci deve mettere in allarme”. Questo il commento di Laura Boldrini, recatasi sul luogo della sparatoria davanti a Palazzo Chigi.
 
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