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Truffa nel 118: in 160 sarebbero stati pagati per restare a casa

Oltre al normale stipendio, sarebbero state pagate ferie e premi di produzione. Il danno economico sarebbe di circa 15 milioni di euro

di Luca Castrogiovanni
cronaca | Sono gravi le accuse lanciate dal governatore Rosario Crocetta alla Seus, società che in Sicilia gestisce il servizio del 118
L’azienda avrebbe riconosciuto a 160 persone stipendi, ferie e premi di produzioni nonostante in due anni non si siano mai recati a lavoro. Paradossale poi che nello stesso periodo sarebbero stati erogati più di 1 milione di euro in straordinari ai lavoratori regolarmente in servizio; l’anomalia sta nell’erogazione di questa cifra nonostante la presenza di personale regolarmente retribuito per stare a casa. 

L’ennesimo spreco e sperpero di risorse pubbliche sarebbe stato portato alla luce dal “Comitato di sorveglianza della Seus”.
A fronte di queste erogazioni anomale, sarebbero più di 600 gli esuberi sui 3.100 dipendenti della Seus, di cui circa 2500 per il servizio del 118, gli altri in non precisati servizi aggiuntivi. I 160 non-lavoratori rientrerebbero in questa seconda categoria. 

L’assessore alla Sanità Lucia Borsellino afferma che la Seus costa alla regione più di 20 milioni di euro l’anno, “Tutto questo deve finire, bisogna cambiare rotta” sono le sue parole in merito al nuovo scandalo made in Sicily. 
I fatti risalgono al periodo 2011-2012, nel dettaglio 9 milioni di euro sarebbero stati sprecati per il pagamento degli stipendi ai 160 dipendenti fantasma, altri 3 milioni di euro per 274 mila ore di ferie non godute. I premi di produzione ammonterebbero invece a circa 1,3 milioni di euro

Se tutto ciò dovesse corrispondere a verità, ci auguriamo che la Regione, oltre ad eliminare questi sprechi e forme di clientelismo, si batta per recuperare le somme frodate all’intera collettività, dalla Seus e da tutti coloro che quotidianamente riempiono le cronache regionali con truffe, scandali e sperperi.
 
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