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Un nubifragio 'ordinario' a Catania

Un ferito, un probabile disperso e ovviamente tante polemiche

di Natalia Librizzi
cronaca | Pioggia torrenziale e grandine si sono abbattute ieri, 21 febbraio 2013, sulla città di Catania poco dopo le ore 16, imponendosi come un vero nubifragio e trasformando la centralissima via Etnea in un torrente, che violentemente ha trascinato con sé automobili, motori e cassonetti schiantatisi contro la facciata dello storico Palazzo Chierici. 

Trenta lunghissimi minuti - In trenta minuti sono caduti oltre 50 millimetri di pioggia, e vi sono zone (come l’Istituto d’Agraria) in cui si sono registrati oltre 70 e superati accumuli di 80 millimetri. La furia della pioggia ha sradicato alberi, ha causato la caduta di alcuni cornicioni e l’occlusione di molti tombini, che hanno impedito all’acqua piovana di defluire; nonostante, infatti, molte persone si siano arrampicate sui tetti per evitare di essere trascinate via, sono stati molteplici gli interventi dei vigili del fuoco. 

Un incredibile salvataggio e un allarme disperso - Tra questi il salvataggio, che ha del miracoloso, di un manutentore della ditta Aia: l’uomo è precipitato in una buca profonda 8 metri e, una volta trasferito in ospedale, ha riportato un politrauma dovuto alla caduta, ma non è in gravi condizioni. Un altro uomo ha invece, grazie alla furia delle acque, ritrovato dopo alcuni mesi i propri documenti. I vigili del fuoco hanno, infatti, ritrovato tra i detriti uno stivale e un borsello di proprietà di un 34enne di Castel di Judica: circostanza che ha lasciato presumere che ci fosse un disperso. Le forze dell'ordine, allora, si sono recate in casa dell'uomo, ma la famiglia ha riferito che il congiunto era a pascolare il gregge e ai carabinieri non è rimasto altro da fare che rintracciarlo per chiudere definitivamente il caso.
 

Oltre all’acqua, infuria la polemica - Il sindaco della città etnea, Raffaele Stancanelli, ha prontamente dichiarato di non aver ricevuto la cosiddetta “allerta meteo” da parte della Protezione Civile, la quale ha invece precisato che il bollettino di criticità, definita per la giornata del violentissimo nubifragio “ordinaria” secondo uno squisitissimo linguaggio tecnico, è stato inviato. 

Un’apocalisse “ordinaria” - Una criticità di tipo “ordinario”, spiega la Protezione Civile, indica che “ci si possono attendere temporali, rovesci di pioggia, grandinate, colpi di vento e trombe d’aria, con possibilità di allagamento dei locali interrati, interruzioni puntuali e provvisorie della viabilità a valle dei fenomeni di scorrimento superficiale”. La nota della Protezione termina chiedendo alla Regione Sicilia, inadempiente dal 2004, di dare risposta “alla richiesta del Dipartimento di conoscere quanti e quali comuni sono provvisti di un piano di emergenza”. Quindi un ultimo riferimento al sindaco: “prima di rifugiarsi nel ricorrente scaricabarile sarebbe utile che chi è autorità di protezione civile conoscesse il sistema e lo mettesse a regime”.
 
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