seguici su
 facebook
 twitter
     Feed rss
Meteo
Contatti      Pubblicità      Redazione
Sei in: BuonGiornoSicilia » cronaca » Vessazioni e pizzo: un imprenditore edile denuncia ...
OkNotizie
 0 commenti  |  
A+ A-
 

Vessazioni e pizzo: un imprenditore edile denuncia

A Catania in manette i fratelli Valenti

di Natalia Librizzi
cronaca | Sono 4 gli arresti scattati ieri tra Catania, San Pietro Clarenza e Mascalucia che hanno inferto un ulteriore duro colpo al racket del “pizzo”, un cancro che nuoce gravemente al tessuto socio-economico della Sicilia. 

A finire in carcere con l’accusa di estorsione è stata l’intera linea maschile della famiglia Valenti, affiliata al clan Pillera-Puntina, da Vincenzo (classe 1964) a Gaetano Valenti (classe 1959), da Antonino (classe 1961) al più giovane, il 28enne Giuseppe Valenti figlio di Vincenzo. 

È stata la denuncia di un imprenditore edile catanese a far partire l’operazione anti-usura, condotta dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Piazza Dante e diretta dalla Procura della Repubblica della città etnea. Dalle indagini effettuate è emerso che dal 2011 i Valenti esercitavano continue minacce e intimidazioni con finalità estorsive nei confronti della vittima. 

Il racconto delle estorsioni - L’imprenditore ha infatti raccontato di essere stato prima costretto a realizzare gratuitamente per i Valenti – dopo numerose minacce e nonostante le precarie condizioni economiche in cui l’uomo versava – importanti lavori di ristrutturazione per un valore di 18 mila euro. Ma la disonestà degli estorsori non finisce qua. Una volta conclusi i suddetti lavori, Vincenzo e Giuseppe Valenti, padre e figlio, hanno infatti continuato a minacciare l’imprenditore tentando addirittura di imporgli l’assunzione del giovane per un salario mensile di ben 3.600 euro. Giovane che ha poi chiuso con un lucchetto il portone di ingresso dell’azienda così da impedire l’accesso al legittimo proprietario, il quale si è visto recapitare una procura per la cessione dell’azienda e dei macchinari, per un prezzo tre volte inferiore all'effettivo valore di mercato. 
È stato questo ultimo atto persecutorio che ha portato l’imprenditore edile a denunciare tutto ai carabinieri che hanno trasferito i fratelli Valenti, insieme al giovane nel carcere di Piazza Lanza. 


Quella che vi abbiamo appena raccontato è la storia di un uomo che ha dato fiducia alle Istituzioni, che ha denunciato non temendo alcun tipo di ripercussione da parte di queste micro-organizzazioni criminali di tipo mafioso ma credendo nell'intervento delle Forze delle Ordine.

Lui come il gestore del bar di Librino che, sottomesso da quasi 10 alle angherie del clan Ercolano-Santapaola, ha deciso di denunciare portando all'arresto di 7 criminali. 

O come i 77 arresti scattati nell'operazione “Fiori bianchi”, anche loro ritenuti affiliati alla famiglia Ercolano-Santapaola e responsabili di aver effettuato per conto del clan, sin dal 1993, la sistematica raccolta di denaro in danno delle più diverse attività di tipo commerciale e imprenditoriale dislocate in diversi comuni di Catania.
 
Commenti (0)
Scrivi un Commento
 
 
voglio ricevere una notifica via e-mail sui nuovi
commenti
 
Articoli Correlati (0)

Le Nostre Rubriche

 
 
Save the Children Italia Onlus
 
 
 
 
 
 
Save the Children Italia Onlus