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'In cammino: l'Albergheria si racconta'

Passeggiata nel centro storico di Palermo: da via dei Pellegrini a piazza Ballarò

di Comunicato Stampa
cultura&eventi | Itimed e Terradamare aderiscono alla “Quinta giornata nazionale dei cammini francigeni, a Palermo domenica 5 Maggio 2013 dalle ore 15.30 alle ore 18.30 con “In cammino: l'Albergheria si racconta.”

Cammino nel centro storico di Palermo, da via dei Pellegrini a piazza Ballarò.

L’Associazione Itinerari del Mediterraneo e Cooperativa Terradamare con questa iniziativa invitano a un percorso lento di scoperta sensoriale che lega luoghi dove le relazioni umane sono protagoniste. Dalla via dei Pellegrini, luogo deputato all'accoglienza dei pellegrini medievali e dei viandanti di ieri e di oggi, alla piazza di Ballarò luogo di incontro di culture antropologiche e sociali, si racconta una città fatta di cammini di fede e di integrazione sociale. 

Per tutti i pellegrini-viaggiatori, che visiteranno i tre luoghi, verrà dato loro un taccuino ed una matita che gli consenta di poter fermare le sensazioni ed i ricordi di ogni futuro cammino, in un dialogo incessante con la storia, conquistando quotidianamente un benessere che riavvicini il corpo e la mente. 

www.itimed.org www.terradamare.org 

Contributo complessivo per ingresso nei siti monumentali € 5,00 
DALLE ORE 15,30 ALLE 18,30 
Chiesa di S. Cristina La Vetere (Vicolo dei Pellegrini) 
Chiesa di Santa Chiara (Piazza Santa Chiara 10)
Torre di S. Nicolò all'Albergheria (Via Nunzio Nasi, 18)

italiarchitetti@gmail.com - Tel. 335 1370296
Info@terradamare.org - Tel. 329 8765958 - 320 7672134 

Cenni Storico artistici: 
Chiesa di Santa Cristina la Vetere (Vicolo dei Pellegrini-Palermo)
In fondo alla Strada dei Pellegrini, antico tratto della “via francigena”, accanto alla Loggia dell’Incoronazione, si trova la chiesa normanna, dedicata a S. Cristina, che fu patrona della città prima del culto barocco per S.Rosalia. La chiesa fu fondata da Gualtiero Offamilio nel 1174 nel luogo dove nel 1160 una nave vi trasportò le reliquie della Santa risalendo il Papireto. Nel ’500 la chiesa venne concessa alla compagnia della SS. Trinità. Nel 1572 la compagnia fondò l’Oratorio dei Pellegrini, per la pia funzione di ospitare i pellegrini. La fabbrica normanna ha pianta quadrata; la consistenza muraria è stata identificata come probabile primo ordine di un edificio turriforme di appartenenza al vecchio arcivescovado. L’interno è formato da una sala quadrata a croce greca dove quattro robusti pilastri e archi ogivali sostengono la copertura a crociera e delineano tre ambulacri coperti da volta a botte. Nel 1586 furono ricavate due nicchie in fondo alle due navate minori (la destra oggi murata); nella nicchia rimasta restano visibili tracce di affreschi con le figure di S. Pietro e S. Paolo. L’abside, aggiunto nel ’600, presenta una volta a botte lunettata. 


Chiesa di Santa Chiara (Piazza Santa Chiara n.11 Palermo) 
Si fa risalire al 1344 la data di fondazione della chiesa e del convento di S. Chiara, ad opera di Matteo Conte di Sclafani ed Adernò. La fisionomia trecentesca dell’edificio venne mutata nel 1678, secondo il progetto dell’architetto Paolo Amato. La nuova architettura della chiesa si sviluppa nella navata in lunghezza ed in altezza, slanciandosi nell’abside con una cupola ellittica. Nel 1726, dopo un terremoto, continuarono i lavori di rinnovamento sotto la direzione di Nicolò Palma, divenendo un cantiere barocco. Purtroppo i bombardamenti dell’ultima guerra mondiale ci hanno privati di una serie di dettagli costruttivi e decorativi, riuscendo comunque a mantenere il suo splendore. Oggi la facciata è piuttosto semplice, ma sulla sinistra si innalza il pittoresco campanile barocco, articolato su tre ordini con loggette e curati decori ed intagli nella pietra. L’interno, ad unica navata, ha cappelle poco profonde ed un ampio presbiterio. Lungo le pareti del’aula si susseguono quattro cappelle poco profonde, incorniciate dalle modanature degli archi al di sopra dei quali sporgono alcune logge dorate dai frontoni ricurvi, destinate alle Clarisse, che in tal modo potevano assistere, non viste , alla celebrazione religiosa. A destra si conserva un dipinto di Olivio Sozzi Santa Chiara e le Clarisse (1735) ed una Crocifissione di Gaspare Serenario (1748).   Di straordinario pregio è l’altare maggiore interamente ricoperto di bronzi dorati, lapislazzuli, agate ed ametiste e concluso da uno scenografico baldacchino. Sulle pareti del presbiterio si possono ammirare due quadri dipinti dal celebre pittore di origine olandese Guglielmo Borremans : la Monacazione di Santa Chiara e S. Francesco che si spoglia dei beni paterni. Le due tele risalgono al 1735.  Lungo i pilastri che aprono la curva dell’abside sono collocati i mezzi busti marmorei di due sante francescane: S. Margherita regina di Scozia (a sinistra) e S. Elisabetta regina del Portogallo (a destra).



Torre di San Nicolò all’Albergheria (Via Nunzio Nasi, 18 - Palermo )
La chiesa di San Nicolò di Bari all’Albergheria è l’antica parrocchia del quartiere, situata nella parte a monte di piazza Ballarò. Proprio vicino alla Chiesa di San Nicolò di Bari all’Albergheria, sorge una slanciata costruzione quadrangolare con i conci ben squadrati, si tratta della trecentesca torre civica facente parte del sistema di trasmissioni. Fatta edificare dalla universitas palermitana per difendere le mura del “Cassaro”, non faceva parte delle strutture della chiesa, ma risultava svincolata ed isolata. La torre di San Nicolò all’Albergheria, composta da quattro livelli, è stata edificata con pietrame a grossi conci, utilizzando massi tufacei squadrati, che le ammassano, dandogli una linea rigorosa ed severa. Il primo da là possibilità di entrarvi da un pianoro che risulterebbe al primo piano che introduce alla canonica della chiesa, è formato da un modesto vano quadrato coperto da volte a crociera, da questo si diparte una scala in muratura che porta al piano successivo. Dal secondo piano, che risulta essere quadrato come quello inferiore e coperto a crociera, si dipana una scala elicoidale del periodo medioevale che oltrepassa gli altri due piani per giungere sul tetto, dove attualmente sono presenti le campane della chiesa. Salendo sulla torre si scopre il più bel panorama della città vecchia: il luogo ideale dove la maestà di ieri e l’irruenza di oggi si congiungono meravigliosamente! 



 
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