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SEMENTOR: Saracinesche Creative, primo round

13 novembre 2012: primo incontro del ciclo di mentorship

di Michelangelo Pavia
cultura&eventi |
Per raggiungere la sede NEU [nòi]-spazio al lavoro (via Alloro 64) ci sono poche strade possibili: 

- si può percorrere via Alloro venendo dal mare

- si può arrivare da via Castrofilippo, parcheggiando in Piazza Magione

- si può arrivare da via Roma, tramite via sant'Anna.

Qualsiasi percorso si sceglierà, sarà comunque un quartiere carico di storia e valore, ma soprattutto, alla luce del numero di botteghe disseminate lungo la strada, un quartiere con un'enorme vocazione commerciale, non fosse per il fatto che, le innumerevoli botteghe...sono tutte CHIUSE! La stragrande maggioranza dei cittadini vede in questa bizzarra caratteristica un serio problema. La nostra vocazione progettuale ci ha portato a considerare le possibilità di nuove botteghe, APERTE, adattate al nostro tempo e alle richieste di commercianti e residenti. 

Gli iscritti arrivano alle 19.30, mentre noi siamo ancora in fase di preparazione del benvenuto. Affettando il pane su cui versiamo il nostro classico filo d'olio biologico con un pizzico di sale, si comincia a rompere il classico imbarazzo. Durante le chiacchiere le domande fioccano spedite e puntuali. C'è chi pensa che Sementor preveda dei premi (illusi...dovete farcela con le vostre forze!) e c'è già chi cerca input sulle idee presentate dagli altri. E ad un certo punto, ecco la fatidica frase: "sì, va bene le attività e i corsi, ma i soldi, come si trovano?". E' il fischio di inizio. 

Ci trasferiamo nella sala grande e Alberto Coppola (il primo mentore di questo ciclo), ci racconta il suo essere imprenditore: dagli albori della carriera alle esperienze all'estero, e al momento in cui decide di dedicarsi a Palermo. Annoto due belle parole: spinta ideale (penso che sia da qui che si dovrebbe iniziare. Effettivamente è proprio così che è nato il nostro coworking!). La lezione prosegue toccando diversi temi: l'importanza del legame con il territorio, l'assenza dello stipendio per l'imprenditore (che però non significa assenza di guadagno), l'importanza della casualità e del saperne cogliere le opportunità, la previsione di un budget dedicato alla comunicazione e l'esempio di come questo budget possa essere speso in modo diverso con metodi innovativi. Si continua analizzando le correnti della concorrenza e di come questa non sia necessariamente da considerarsi un ostacolo. Ma ecco che arriva la domanda che apre una parentesi molto più ampia: "cosa ci dobbiamo aspettare dal rapporto con il pubblico?"  

Nel dialogo sulla PA viene data un'indicazione fondamentale, l'opportunità della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività): finalmente è possibile snellire il processo burocratico! Niente permessi ma un autocertificazione in cui l'imprenditore si assume le responsabilità di aver fatto tutto quello che c'era da fare, a norma di legge. A cosa serve allora il SUAP (sportello unico attività produttive) se non servono più licenze e permessi? A dare aiuto e supporto a chi sta aprendo e a trovare strumenti per incentivare ogni attività tesa a rendere la città un posto migliore. Il problema, però, non è solo della Pubblica Amministrazione, ma anche di noi cittadini che non chiediamo e anzi pretendiamo i servizi dovuti. E allora inizio a pensare che se a fine corso saremo in venti a battere i pugni sul tavolo, non saremo poi così pochi, e poco importa se, come suggerisce il mentore, ogni pugno battuto può corrisponde ad un pezzo di anima che vola via. Forse essere imprenditori è anche questo. 

Annoto che la Pubblica Amministrazione è sempre un passo indietro. E sorrido. Penso al fatto che nonostante avessimo proposto una collaborazione all'Assessorato alle Attività Produttive nel mese di luglio, e nonostante ci avessero detto si da subito che SEMENTOR faceva indiscutibilmente al caso loro, e nonostante le nostre richieste e proposte sono continuate fino a pochi giorni fa, nonostante tutto...non è successo nulla. Ora il tutto è iniziato, e l'Amministrazione è assente. 
Spero almeno di vederli il 16 dicembre, quando i partecipanti decideranno se intraprendere o meno l'apertura di nuove attività. 

La conclusione della serata è incentrata tutta sui guadagni, sul non illudersi di poter avere uno stipendio fisso mensile e sul fatto che il denaro non rappresenti l'unico, incontestabile, indice di valore. Perché nel computo finale devono rientrare molte altre voci, ad esempio, ciò che racconteremo ai nostri figli, su quello che abbiamo fatto per la nostra società, e oserei aggiungere, anche il tempo che riusciremo a dedicargli. 

E forse è questo il motivo per cui sono venuto a Palermo. La scoperta di un modello in cui, la ricchezza, non sia l'unico risvolto della medaglia. 


 
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