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Il Teatro Massimo presenta 'Der ring des Nibelungen: Die Walküre'

Con la regia del grande Graham Vick

di Valentina Sarri
musica&spettacolo | Il Teatro Massimo di Palermo ha presentato un nuovo progetto artistico per il 2013: in coincidenza col bicentenario della nascita di Richard Wagner andrà in scena Der ring des Nibelungen.

Per la prima volta nella sua storia, il Massimo produce un nuovo allestimento del capolavoro wagneriano e lo programma in un’unica stagione. Il progetto, nato più di due anni fa, segna il raggiungimento di una capacità programmatica e produttiva di rilievo ed è il risultato di un percorso virtuoso impresso dalla direzione del Teatro.

Il Ring verrà allestito con la regia di Graham Vick – uno dei più importanti registi di teatro musicale di oggi, particolarmente legato al Teatro Massimo – insieme allo scenografo e costumista Richard Hudson: uno spettacolo appositamente ispirato e concepito per gli spazi del grande teatro palermitano; a dipanare le trame sonore della Sagra scenica sarà Pietari Inkinen.

La città di Palermo quindi, già cara a tanti artisti tedeschi, e a Wagner, torna a “ospitare” il compositore tedesco realizzando il suo più ampio progetto musicale e drammaturgico. 

Giovedì 21 febbraio (alle ore 17.30) debutta “Die Walküre” in tre atti. Fra interpreti vocali, celebri specialisti di questo repertorio, ritroviamo Franz Hawlata come Wotan, Anna Maria Chiuri come Fricka e poi Lise Lindstrom nel ruolo della valchiria Brünnhilde e John Treleaven come Siegmund; Alexey Tanovitski è Hunding e Ausrine Stundyte è Sieglinde. Le otto valchirie sono: Brigitte Wohlfahrth (Gerhilde), Julia Borchet (Ortlinde), Nydia Palacios (Waltraute), Annette Jahns (Schwertleite), Nadine Weissbach (Helmwige), Kremena Dilcheva (Siegrune), Eva Vogel (Grimgerde), Manuela Bress (Roßweiße). 

Il “Ring”, interamente prodotto dal Teatro Massimo, ritornerà poi in scena in autunno con le ultime due opere, “Siegfried” (19-30 ottobre) e “Götterdämmerung” (23 novembre – 4 dicembre).

Graham Vick al suo terzo “Ring” rivendica la specificità di questo nuovo allestimento destinato al Teatro Massimo: «È pensato per Palermo: racconta di noi qui, adesso, dell’Italia, della Sicilia, del Massimo. Sulla scena agisce un gruppo di quaranta mimi, che svolge una funzione paragonabile a quella del coro nelle antiche tragedie greche (la forma di teatro a cui Wagner dichiarava di essersi ispirato nel concepire i suoi Musikdramen). Questi ragazzi, dunque, osservano partecipano reagiscono al dramma, ma reagiscono anche a noi, voglio dire che sono corpi conduttori delle nostre emozioni. La presenza di costoro attesta l’importanza del testimoniare: da un lato essi testimoniano l’azione che si svolge sul palco (alle volte anche in platea), dall’altro sono gli spettatori a essere testimoniati da loro. L’ascolto e la visione del Ring richiedono, si sa, una partecipazione incondizionata, e sarebbe auspicabile che ciascuno di noi uscisse da teatro diverso. L’argomento attorno a cui ruota la Walküre è cosa sia la natura, è il contrasto tra “natura” e “civilizzazione” indagato da Leopardi, tra Kultur e Zivilisation (pulsioni istintuali, autentiche e norme del vivere sociale) discusso nel pensiero tedesco a partire dall’illuminismo e culminante nei libri di Oswald Spengler e di Thomas Mann. È giusto o no seguire gli istinti naturali? Dal punto di vista musicale, diversamente dall’Oro del Reno, la Valchiria contiene molti passi estrapolabili dal contesto e noti al grande pubblico. Nel Primo e Terzo Atto assistiamo a un ritorno in grande stile del canto, della melodia, persino di qualche pezzo chiuso (arie, duetti); ma nel Secondo si parla molto, per una larga parte è come una seduta di autoanalisi alla quale Wotan si sottopone, prima ripercorrendo quanto accaduto col pretesto di narrarlo a Brünnhilde, poi confrontandosi con la propria funzione giuridica, cioè con Fricka. Wagner in questo assoluto capolavoro (uno dei suoi massimi risultati, insieme a Maestri cantori e a Parsifal) fa una scoperta grandissima: l’inconscio (la dimensione umana meno legata alla Zivilisation) come soggetto dell’intreccio e della trama musicale. In questo senso va letto il Secondo Atto, ma anche il mutuo e muto riconoscimento tra Sieglinde e Siegmund nel Primo. Ancora una volta, in essi riconosciamo appendici, estensioni di Wotan. Rappresentano il suo côté selvaggio, avverso al contratto sociale. Non dimentichiamo che il dio si e` allontanato dal Walhalla, vive nascosto nella foresta, rifiuta le regole borghesi della casa, della famiglia, della rispettabilità. E poi ci sono le valchirie, esseri che provocano lotte, guerre e scontri per individuare tra i morti gli eroi da condurre in paradiso e così formare un altro esercito presunto invincibile. Ai prescelti, anche attraverso la loro musica gloriosa, vuota, vana, esse promettono una beatitudine perfetta ed eterna, un po’ come si fa con gli attentatori suicidi nelle guerre cosiddette “sante”. Non è forse anche questa una storia di oggi, che conosciamo, che viviamo sulla nostra pelle?».
 
Commenti (1)
scritto da alessio di benedetto il 02-08-2013 23:32:13
 
Alessio Di Benedetto Lucia Petitti VIAGGIO DI UN ARTISTA NEL TEMPO-LA VIA DELLA TERRA DI MEZZO https://www.facebook.com/photo.php?fbid=133138726879687&set=a.133138493546377.1073741828.133128716880688&type=1&theater http://alessiodibenedetto.jimdo.com/novita-2013/ IN OCCASIONE DEL BICENTENARIO DELLA NASCITA DI RICHARD WAGNER (22 MAGGIO 1813, ORE 4,20) IL ROMANZO DELLA SUA AFFASCINANTE VITA E DEI SUOI VIAGGI NEL TEMPO http://alessiodibenedetto.blogspot.it/ IL LIBRO DI COMPONE DI 260 PAGINE E 148 IMMAGINI (OTTAVO A COLORI, EURO 20), LA MAGGIOR PARTE SCATTATE DA LUCIA PETITTI DURANTE IL NOSTRO VIAGGIO IN GERMANIA DI 3 ANNI FA. COMPRENDE LE FOTO DEI LUOGHI PIU' SUGGESTIVI DAI CASTELLI DI LUDWIG DI BAVIERA A MONTSEGUR, DA ENGE, LA VERDE COLLINA DI ZURIGO A TRIBSHEN, DA VENEZIA, NELLE SUE ANTICHE FOGGE, A STARNBERG, ALLA CAPPELLA VOTIVA, DA ROSENINSEL DOVE WAGNER E LUDWIG S'INCONTRAVANO CON SISSI, DAI DIPINTI DI NEUSCHWANSTEIN A HOHENSCHWANGAU, DA LINDERHOF A BAYREUTH, DALLE PRINCIPALI SCENE DELLE OPERE WAGNERIANE AL COMPLOTTO PER ASSASSINARE IL RE ARTISTA DI BAVIERA, DAI DISCHI VOLANTI NAZISTI AL DISCORSO DI WAGNER NEL BUNKER DELLA CANCELLERIA CON HITLER PER ALCUNI CHIARIMENTI SULL'APPROPRIAZIONE INDEBITA FATTA A DANNO DELLA SUA MUSICA DAL DITTATORE DEL NAZIONALSOCIALISMO, DALLA STORIA DEI CHAZARI AL SIONISMO, DA VILLA WAHNFRIED AL TEATRO DI BAYREUTH, DALLE SCIE CHIMICHE AL SISTEMA HAARP E AGLI OGM, DALL'USURA BANCARIA FINO AI SUPERVIRUS E MICROCHIP, DAL CLUB BILDERBERG ALLA CLONAZIONE, FINO ALLE PREVISIONI PER IL FUTURO PIU' LONTANO DELL'UMANITA' ATTRAVERSO I CUNICOLI SPAZIOTEMPORALI DELL'ARTE WAGNERIANA...
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