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Letture di Stile: "Alla Carta", dissertazioni su cibo, cultura e immagine

L'unione di ingredienti eterogenei ha dato vita ad un editoriale dal sapore del tutto innovativo

di Chiara Ferrara
musica&spettacolo | Quando internet sembra ormai l’unico mezzo valido per la comunicazione e la condivisione di visioni e idee, tre giovani donne decidono di usare la carta per intraprendere un cammino editoriale attraverso la moda, il design e la cucina all’insegna di un carattere forte, quello italiano. 
“Alla Carta” è un semestrale che, appena nato, ancora fresco di stampa, può già vantare importanti collaborazioni e un buon seguito. Quest’edizione, la prima, curata da Davide Oldani, Guest Editor in Chief, è stata fortemente voluta dalle sue fondatrici e progettata nel dettaglio, attorno a un tavolo. Ecco cosa ci hanno raccontato della loro rivista. 

Com'è nato il progetto “Alla Carta”? E perché questo nome? 
Alla Carta è nata dall'idea di Yara De Nicola, Fabiana Fierotti e Valentina Barzaghi, due sicule e una lombarda. Da un po' di tempo pensavamo di realizzare un progetto editoriale insieme e dopo un po' di tempo ci siamo accorte che i nostri meeting, essendo tutte impegnate nel lavoro, avvenivano sempre durante la pausa pranzo, a tavola. E' così che abbiamo iniziato a pensare che proprio il mangiare insieme, la convivialità, è uno dei pochi mezzi, tipicamente italiani, che consente di abbattere ogni barriera di conversazione, per toccare ogni argomento, ogni fenomeno culturale. Il nome Alla Carta è quindi un chiaro riferimento al mondo della cucina, ma anche e soprattutto un'ode alla carta, come supporto e veicolo di cultura e innovazione mai datato. 

Qual è la filosofia del magazine? Alla Carta, come in tutte le ricette, vuole combinare ingredienti diversi per un risultato nuovo e piacevolmente insolito. Accostando la cucina a un'estetica curata nel dettaglio, vogliamo servire ai nostri lettori un approccio delizioso agli argomenti più vari: moda, design, arte, cinema, musica. 

Di quali collaborazioni si nutre “Alla Carta”? All'interno del primo numero di Alla Carta potrete trovare una colazione con il fotografo Marco Glaviano, un pranzo con lo stilista Alessandro Dell'Acqua, una cena con la regista Chiara Clemente, servizi di moda uomo e donna per la stagione autunno-inverno 2012/13, un inserto curato dal nostro "Guest Editor in Chef" Davide Oldani, del D'O, insieme ad articoli e piccoli consigli culinari e non solo. 

Nel tentativo di lanciare una rivista, a quali ostacoli andate incontro? Gli ostacoli ci sono, inutile negarlo. Abbiamo tutte meno di 30 anni e abbiamo voluto auto-produrre completamente il primo numero di Alla Carta, senza sottostare alle politiche di nessuna casa editrice o sponsor. La carta stampata è stata molto svalutata negli ultimi anni, ma siamo state piacevolmente sorprese dal successo che la rivista ha avuto fin dal lancio. Il pubblico sembra davvero interessato, proprio per l'argomento che trattiamo e il modo inedito in cui lo facciamo. Crediamo molto in questo progetto, ci sta dando grandi soddisfazioni e stimoli a fare sempre meglio. 

Cosa dobbiamo aspettarci dal futuro di "Alla Carta"? Potete regalarci una piccola anteprima del prossimo numero? Non possiamo anticipare molto, ma il tema centrale sarà sicuramente l'Estate, quella più bella di sempre.

 
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