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Nona edizione del premio letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Amos Oz riceverà il premio il 9 agosto, ospiti Zingaretti e Ricciarelli

di Valentina Sarri
musica&spettacolo | E' stata presentata all'assessorato regionale dei Beni culturali e dell'identita' siciliana la nona edizione del premio letterario "Giuseppe Tomasi di Lampedusa".
Il prestigioso riconoscimento sara' consegnato allo scrittore israeliano Amos Oz con il "Il monte del cattivo consiglio" nel corso della cerimonia che si svolgera', giovedi' 9 agosto (ore 20.30), nel terzo cortile di Palazzo Filangeri di Cuto' a Santa Margherita di Belice.

"La decisione della commissione - ha detto l'assessore regionale dei Beni culturali e dell'Identita' siciliana, Amleto Trigilio - di aggiudicare il premio a uno scrittore israeliano conferma la vocazione del premio, rivolta ad approfondire temi di grande attualita'. Una scelta che propone il confronto tra culture diverse, ed in particolare tra la letteratura siciliana e italiana e quella proveniente da altre esperienze e stimoli culturali". 

Ospiti dell'edizione di quest'anno saranno Luca Zingaretti, che regalera' al pubblico la lettura di un frammento de La Sirena, racconto che l'attore romano, ma ormai siciliano d'adozione, ha portato in giro nei maggiori teatri d'Italia, Katia Ricciarelli, che cantera' alcune famose arie del suo repertorio e Mariano Deidda, l'originale artista sardo appassionato cultore del rapporto tra musica e letteratura, che invece proporra' due dei suoi piu' interessanti lavori su Fernando Pessoa e Cesare Pavese.

 "La Regione - ha concluso il dirigente generale del Dipartimento dei Beni culturali, Gesualdo Campo - ha voluto sostenere questa manifestazione orientata quest'anno su una grande figura internazionale ma che, allo stesso tempo, nel corso degli anni ha sempre dato spazio agli autori italiani".

Amos Oz (pseudonimo di Amos Klausner) è uno scrittore e saggista israeliano. Ha studiato all’università ebraica di Gerusalemme e a Oxford. Partecipa attivamente al dibattito politico per una risoluzione del conflitto israeliano-palestinese, cui ha dedicato i saggi In terra di Israele (1983) e Contro il fanatismo (2004), oltre che numerosi interventi sulla stampa internazionale. Nei suoi numerosi romanzi – il cui punto di vista privilegiato è quello delle relazioni di coppia o generazionali – riflette i conflitti aperti nella società israeliana e la difficile convivenza delle due culture, europea e araba, in una visione ironica, priva di ottimismo: Michael mio (1968), Un giusto riposo (1982), La scatola nera (1987), Conoscere una donna (1989), Lo stesso mare (1999), Vita e morte in rima (2007). È anche autore di libri per ragazzi (Soumchi, 1978; Una pantera in cantina, 1995) e della favola D’un tratto nel folto del bosco (2005). Pacifista militante, nel 1992 lo scrittore israeliano è stato insignito del prestigioso premio per la Pace dell’Associazione dei librai tedeschi. Nel 2007 ha ottenuto il premio Principe de Asturias per la Letteratura. 

Il Monte del cattivo consiglio: Gerusalemme alla vigilia di quel fatidico 1948 che segnò la nascita dello stato ebraico è la vera protagonista di queste tre novelle racchiuse sotto il titolo de "Il monte del cattivo consiglio" e unite da un sapiente filo conduttore. Oz evoca qui, infatti, l'atmosfera tutta particolare che animava la città ebraica in quel periodo, e la narra attraverso lo sguardo di sé bambino, incarnato in diversi personaggi. La prima novella, che dà il titolo al libro, è un testo molto caro all'autore, che egli considera come una prima stesura di "Una storia di amore e di tenebra". C'è una piccola famiglia gerosolimitana, con un bambino timido, un padre veterinario, una madre enigmatica che alla fine abbandonerà tutti e tutto. Uri, il protagonista de "Il signor Levi", si guarda intorno nel suo piccolo quartiere popolato di personaggi strani, a volte misteriosi. La guerra d'indipendenza è alle porte. Questo lo sa anche il dottor Emanuel, che in "Nostalgia" scrive lunghe lettere a Mina, una donna che ha amato. Lui è molto malato, sa che vedrà solo una piccola porzione di futuro. Per intanto le racconta il presente convulso, trepidante e pure carico di malinconia, che Gerusalemme viveva in quei giorni.
 
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