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1200 Assunzioni immotivate al 118, la Corte dei Conti condanna Cuffaro e la sua Giunta

L'ex Governatore e i 17 ex deputati dovranno risarcire 729 mila euro ciascuno

di C.G.
politica |
Dopo circa sette anni, la vicenda dello “scandalo Sise” volge al termine, e scatta una condanna per danno erariale a carico di diciassette deputati della Regione siciliana, in carica tra il 2005 e il 2006. Si tratta dell’allora governatore Totò Cuffaro e di alcuni componenti della Giunta di Governo e della Commissione Sanità dell’Ars. 

Lo scandalo, lo ricordiamo, prende il nome dalla società partecipata dalla Croce Rossa Italiana che, in Sicilia, fino al 2010, si è occupata della gestione del servizio di emergenza del 118, e riguarda un esubero di assunzioni , giudicate prive di “alcuna esigenza funzionale” dalla Corte dei Conti, che in quegli anni hanno provocato un aumento sconsiderato dei costi della sanità regionale e del servizio stesso. 

Assunzioni “pazze”, durante la campagna elettorale dell’epoca, che portarono 1200 persone al servizio del 118. I giudici della Sezione giurisdizionale di appello della Corte dei Conti, ieri pomeriggio, hanno ritenuto responsabili al pagamento “in solido” di 12 milioni di euro, i componenti della Giunta regionale guidata dall’ex governatore Totò Cuffaro, ribaltando il verdetto in primo grado, che prevedeva un maggiore risarcimento del danno, di 37 milioni di euro, e accogliendo parzialmente il ricorso in appello della Procura regionale. 

Dovranno restituire 729 mila 877,88 euro ciascuno, l'ex presidente della Regione Totò Cuffaro; Francesco Cascio, già presidente Ars e attuale deputato a Sala d'Ercole; Antonio D'Aquino, Mario Parlavecchio, Giovanni Pistorio, Francesco Scoma, all'epoca assessori regionali; Giuseppe Arcidiacono, Giuseppe Basile, Giancarlo Confalone, Salvatore David Costa, Nino Dina, Santi Formica e Angelo Moschetto, tutti nella qualità di componenti la Commissione Ars. 
In qualità di assessori, invece, dovranno risarcire 598 mila 612,38 euro ciascuno, Michele Cimino, Fabio Granata, Carmelo Lo Monte e Innocenzo Leontini. 
 Sembrerebbe, inoltre, che di questa serie di assunzioni “pazze”, facciano parte anche alcuni corsisti del Ciapi, l'ente di formazione che l’attuale governatore Crocetta ha deciso di chiudere.
 
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