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2 Giugno: Festa della Repubblica Italiana

Con la deposizione della corona alla tomba del Milite Ignoto sono partite le celebrazioni, polemiche per i troppi investimenti in armi

di Luca Castrogiovanni
politica | La Repubblica Italiana celebra il 2 giugno la sua festa; la data prende spunto dal referendum indetto il 2-3 giugno 1946, quando si è chiesto alla popolazione di esprimersi sulla forma di governo desiderata: Repubblica o Monarchia

La prima vera celebrazione risale però al 1948, quando in via dei Fori Imperiali a Roma si svolse la parata militare, cerimoniale che ancora oggi è un punto cardine dei festeggiamenti; la sobrietà dettata dal momento di crisi ha ridotto negli ultimi anni, oltre che i fondi, la stessa partecipazione delle rappresentanze militari. In questa giornata vengono inoltre aperti i giardini del Palazzo del Quirinale, sede della Presidenza della Repubblica Italiana.
In pochissime occasioni la festività è stata sospesa: nel 1962 a causa delle disperate condizioni di salute di Papa Giovanni XXIII e nel 1976, anno del devastante terremoto in Friuli Venezia Giulia. Il sisma dello scorso anno in Emilia non ha portato alla sospensione, ma la dedica alle popolazioni vittime del cataclisma. 

Con la tradizionale deposizione della corona d’alloro alla tomba del Milite Ignoto, il presidente Napolitano ha ufficialmente dato il via alle celebrazioni per il 67esimo anniversario della Repubblica; ad accoglierlo all’altare della Patria il premier Enrico Letta, i presidenti di Senato e Camera, Grasso e Boldrini, il sindaco di Roma ed il presidente della Regione Lazio. 
Nel suo messaggio ufficiale, Napolitano, ha ribadito come la sobrietà sia dovuta dalle difficoltà del momento, oltre che invitare tutte le forza politiche ad un impegno serio per risollevare le sorti dell’Italia. 
Il messaggio di Napolitano: “Viviamo con profonda preoccupazione il protrarsi e l'aggravarsi della recessione, la crisi diffusa, in molti casi drammatica, delle imprese e del lavoro. Ma diciamo a noi stessi, come all'Europa e al mondo, che a queste difficoltà non ci pieghiamo, che vi reagiamo convinti di poterle superare”. 
A proposito della sua rielezione l’appello alle forze politiche: “Ho compiuto questo gesto di responsabilità verso il paese, confidando che le forze politiche, a cominciare da quelle maggiori, sappiano mostrarsi a loro volta responsabili”. 
Il messaggio si è poi concluso con gli l’auspicio che il prossimo, possa essere un anno diverso e decisamente positivo: “"Di qui al 2 giugno del prossimo anno, l'Italia dovrà essersi data una prospettiva nuova, più serena e sicura. Andiamo avanti con coraggio per potervi riuscire. Ancora un augurio. Viva la Repubblica !”. 

Ma in questa giornata di festa bisogna comunque registrare critiche venute da più parti, soprattutto dalla società civile; infatti non è mai stata opinione condivisa da tutti che la Festa della Repubblica venga vissuta con un così forte senso militaristico; riconoscendo il ruolo delle forze dell’ordine, è soprattutto la gente comune che si sente esclusa. E in questa giornata, al Presidente, non può che essere ricordato come l’Italia spenda ingenti risorse per impegni militari. Oltre alle “missioni di pace”, è verso la spesa per gli armamenti (5,4 miliardi di euro in un anno) che giungono le critiche, oltre che per gli oltre 2 milioni spesi per la Parata stessa. 

La crisi ha imposto tagli in tutti i settori e nuove tasse che vanno a colpire soprattutto la popolazione e le fasce più deboli, persone che probabilmente preferirebbero qualche F35 in meno e maggiore attenzione allo stato sociale.
 
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