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'Corruzione e concussione fenomeni sistematici' La relazione della Corte dei Conti

La raccolta e lo smaltimento dei rifiuti è il primo problema da risolvere, il distorto uso dei contributi europei il reato più diffuso

di Luca Castrogiovanni
politica | Luciano Pagliaro, presidente della Corte dei Conti regionale, lo ha chiaramente denunciato: "I fenomeni della corruzione e della concussione hanno assunto caratteri di sistematicità e vastità". L'occasione è stata l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2013, tenutasi il 9 Marzo nel corso del quale è stata presentata la relazione con il bilancio del 2012.
In materia di responsabilità amministrativa sono state pronunciate 100 sentenze di condanna , 22 di assoluzione e 22 ordinanze istruttorie, 54 rinviati a giudizio. Non si può parlare di grandi numeri, "la quasi totalità delle indagini si è fondata sull’attività di intercettazione telefonica ed ambientale", dichiara ancora Pagliaro che "in mancanza di un’esplicita denuncia o di una scoperta in flagranza, i reati sono difficilmente accertabili". Nonostante i vertici possono essere accusati in caso di omessa o ritardata denuncia, le Amministrazioni che hanno subito danni non denunciano, chiaro segnale di quanto forte sia il legame malaffaristico tra enti e politica

Indubbiamente la relazione della Corte dei Conti è lo specchio di opinioni diffuse, avvalorate dai continui scandali che quasi quotidianamente investono la nostra regione; la Formazione ed i Grandi Eventi sono solo alcuni esempi da cui si evince come in Sicilia il sistema di clientelismo e favoritismo sia fortemente cementificato. La Sanità, più volte nel mirino dei giudici, continua ad essere influenzata dalla criminalità, inserita perfettamente nella vita amministrativa. La corruzione non è un problema solo siciliano, la sezione lombarda dello stesso ufficio ha denunciato come oggi, questi fenomeni, siano più diffusi rispetto all'era di "tangentopoli". 

Secondo i giudici, il settore che richiede interventi prioritari è quello della raccolta dei rifiuti, ma anche nei settori dell’energia, del turismo, dei trasporti, dell’agricoltura e dell’industria sono stati commessi errori o inadeguatezza negli interventi, compromettendo lo sviluppo dell'isola che già si trova in uno stato di grave recessione
I dati del 2012 mostrano come siano quasi tutti i settori ad essere oggetto di illegalità (peculato, corruzione, concussione), ma è sopratutto nel distorto uso di contributi comunitari che si registra l'impennata. I lavori pubblici, le consulenze conferite illegittimamente, l'appropriazione indebita, la mala sanità e danni d'immagine oltre che indiretti sono gli altri campanelli d'allarme. 

Tra i casi segnalati, più eclatanti, viene riportata la condanna di un Direttore Generale di un'ASL per avere indetto una gara di appalto senza alcuna verifica di congruità ed economicità, o il caso della Provincia di Palermo che con un’operazione di finanza straordinaria, destinata al finanziamento di opere pubbliche in corso di realizzazione o di imminente realizzazione, ha affidato la gestione ad un operatore risultato poi insolvente. 

Il discorso del presidente della Corte dei Conti non ha risparmiato critiche al Regolamento di procedura del 1933 che ancora oggi disciplina l’attività giudiziaria, nonostante giacciano in Parlamento varie proposte di riforma e come la funzione di garanzia sia stata notevolmente ridimensionata in seguito alla riduzione dell’ambito del controllo preventivo di legittimità, prima con la riforma del 1994 e successivamente con le norme di attuazione dello Statuto che hanno fortemente limitato l’ambito del controllo. 

Da questo quadro si deduce come l’illegalità, la corruzione e il malaffare siano pesantemente presenti nell'isola (e nell'Italia tutta), inquinando e compromettendo la vita civile; la legge approvata nel novembre scorso, per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione, è stata definita opportuna, ma senza un risanamento etico delle coscienze, cambiamenti significativi sono ancora molto lontani.
 
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