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Alfano in Sicilia: da qui parte il rilancio del PDL

Bersani al Governo e Crocetta alla Regione avranno vita breve

di Natalia Librizzi
politica | Durante la conferenza stampa fissata per oggi presso l'hotel palermitano delle Palme, Angelino Alfano ha esaminato il risultato elettorale ottenuto in Sicilia alle politiche del 24 e 25 febbraio. Presenti anche gli eletti del PDL in Sicilia al Senato e alla Camera dei Deputati. 

Il PD non durerà - "Lunedì scorso, nel pomeriggio si aspettavano i risultati delle nazionali". Giuseppe Castiglione, coordinatore regionale del PDL in Sicilia dal 2009, apre così la conferenza stampa e commenta il 33,39% dei voti ottenuto come la certezza di una debolezza strutturale della Sinistra italiana, "che - afferma - raggiunge il minimo storico in alcune province siciliane". E proprio sulla irrisoria vittoria del Partito Democratico e sui cambiamenti che questo nuovo governo porterà a termine, si concentrano i discorsi del presidente Schifani e del segretario Alfano, che hanno dato voce - lo affermano più volte - all'aria dei moderati in Sicilia e in Italia attraverso un leader credibile, come Silvio Berlusconi, e una proposta politica seria che, insieme all'unità di intenti di tutti i militanti, aiuti e sia del cittadino.  

Schifani: in Sicilia e in Italia, il PD avrà vita breve - Per Schifani la vittoria è collettiva, è di coloro che hanno girato le città siciliane e i loro punti nevralgici (tranne Agrigento ed Enna, visitate dallo stesso Berlusconi). La mobilitazione dei dirigenti è stata fondamentale in questa direzione perché ha aiutato a coltivare il rilancio del partito in Sicilia. Tale rilancio, continua il presidente del Senato, si è esteso sul territorio nazionale perché "avere 150 deputati in più è una vittoria risicata" e auspica che il PD tenga sempre presente i soli 100 mila voti in più ottenuti alle politiche e agisca in maniera più riflessiva. 

Alfano: il PD guardi a problemi concreti, non agli odi ideologici - Dopo aver ringraziato la stampa per la numerosa presenza, il segretario nazionale, Angelino Alfano, dà subito la sua lettura dei risultati delle politiche, "dall'esito punitivo nei confronti della Sinistra siciliana" che si è lasciata affondare dai suoi stessi odi ideologici, lontani dalle difficoltà del cittadino: "precario - afferma infatti - è il successo di Crocetta e della coalizione della Regione siciliana, che alla prima prova ha perso il Senato in Sicilia". Viene, allora, riconfermato l'impegno politico del vero Centro-destra italiano, nell'interesse degli italiani perché, "mentre otto milioni di italiani rischiano di superare la soglia di povertà, mentre più pressanti si fanno le difficoltà dell'economia italiana ed europea, mentre tre milioni di disoccupati rimangono tali, mentre la sinistra vuole solo attaccare l'avversario politico", si invita il PD a soluzioni credibili come il "no al redditometro, no all'IMU, no alle tasse per cinque anni per coloro i quali assumano giovani e poco importa se da governo o da opposizione", il PDL si farà sentire. Il segretario, infine, profetizza che se arriveranno a breve, le elezioni e se Bersani continuerà a parlare di "vendette di palazzo", sarà il modello siciliano a prevalere: PDL contro Movimento 5 Stelle. 

Il PDL in piazza - Il prossimo 23 marzo, in difesa della sovranità popolare, della libertà e della democrazia, il PDL sarà a Roma a manifestare, insieme con gli altri interlocutori di centro destra, sicuri e consapevoli di un consenso crescente degli italiani, stanchi della politica di austerità, portata avanti dal governo Monti e imposta dall'Europa, la cui Unione è nata per garantire pace e prosperità. "Sulla pace non si può discutere, ma sul secondo punto siamo molto indietro". 

I nomi degli eletti: 
Sicilia 1 (Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanissetta), 6 seggi al PDL: Angelino Alfano, Saverio Romano, Dore Misuraca, Gabriella Giammanco, Alessandro Pagano, Gallo Afflitto Ruiccardo. 

Sicilia 2 (Catania, Enna, Messina, Ragusa e Siracusa), gli eletti sono: Antonio Martino, Stefania Prestigiacomo, Giuseppe Castiglione, Antonio Minardo, Basilio Catanoso, Vincenzo Garofalo. Per il Senato, al PDL sono andati 14 seggi. Gli eletti quindi sono: Silvio Berlusconi, Renato Schifani, Simona Vicari, Giuseppe Francesco Maria Marinello, Vincenzo Gibiino, Antonio D’alì, Giuseppe Ruvolo, Antonio Fabio Maria Scavone, Mario Ferrara, Bruno Mancuso, Salvatore Torrisi, Francesco Scoma, Bruno Alicata, Giuseppe Pagano; primo dei non eletti Marcello Gualdani.
 
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