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Altri tasselli al 'mosaico Letta', ecco Viceministri e Sottosegretari

Il ritorno di Miccichè. La novità: No allo stipendio aggiuntivo per i sottosegretari

di Claudia Guarino
politica | Letta completa il puzzle - Inaspettatamente, nella serata di ieri, il presidente del Consiglio, sotto la pressione dei partiti di maggioranza, ha riaperto la trattativa sulla nomina dei 30 sottosegretari, dei 10 viceministri e dei 28 presidenti di commissione che mancavano per integrare la nuova squadra di governo. 

Convocato il Consiglio dei ministri, dopo un susseguirsi infinito di colloqui con il reggente del Pdl, Denis Verdini, e i capigruppo di maggioranza di Camera e Senato, si è deciso di procedere alla nomina dei 40 sottosegretari e di rinviare a martedì prossimo la formazione delle Commissioni Parlamentari di Camera e Senato, con la conseguente elezione dei 28 presidenti. 
 Durante gli incontri, nel pomeriggio, era stata avanzata, in particolare da parte di Verdini, la richiesta di allargare il numero delle poltrone di sottosegretario da 40 a 45. Una proposta che non è stata accolta dal premier Letta, in quanto ulteriore segnale di indifferenza da parte della “casta”, verso i continui richiami da parte dei cittadini che invocano, da tempo, i tagli ai costi della politica. 

Nessuno stipendio aggiuntivo per i sottosegretari - Ai sottosegretari parlamentari non sarà corrisposto lo stipendio aggiuntivo. Lo aveva già anticipato il Presidente del Consiglio nel discorso alle Camere. E oggi, da una nota di Palazzo Chigi, emerge un'altra novità: gli uffici di diretta collaborazione dei viceministri saranno ridotti e uniformati a quelli dei sottosegretari "con la conseguenza che non ci sarà alcun costo aggiuntivo collegato alla suddetta nomina".

La divisione delle poltrone – Posta la condizione per cui 3 nomine sono state indicate dal Premier, e altre 3 da Scelta Civica, l’assegnazione delle altre 34 poltrone è stata spartita equamente fra Pd e Pdl. 
In attesa che venga pubblicata, in serata, la lista definitiva con i nomi degli ultimi tasselli del “mosaico Letta”, si danno per certe, a scanso di clamorosi ribaltoni, le seguenti cariche alla presidenza del Consiglio:
  
Giovanni Legnini, senatore del Partito Democratico, prenderà la delega per l'Editoria e il Programma di governo
  
Sesa Amici affiancherà, insieme a Sabrina De Camillis, il ministro Dario Franceschini nella gestione dei rapporti con il Parlamento e nel coordinamento delle attività di Governo; 
  
Walter Ferrazza, attuale sindaco di Bocenago (TN), andrà agli Affari Regionali; 
  
Micaela Biancofiore, fedelissima del Cavaliere, sarà il neo sottosegretario alle Pari Opportunità
  
Gianfranco Miccichè, figura vicinissima a Berlusconi, sarà il nuovo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Pubblica Amministrazione e Semplificazione. 

Un velo di mistero sul ruolo che andrà a ricoprire Stefano Fassina, dimissionario responsabile economico del Partito Democratico, molto vicino a Bersani, sul quale si vocifera un’indicazione, da parte del partito, a rivestire la carica di viceministro all’Economia, e allo stesso tempo, un probabile incarico in qualità di viceministro del Lavoro. 

Sul versante dei 'franceschiniani' compaiono i nomi di Lapo Pistelli, in qualità di viceministro agli Affari Esteri – insieme a Mario Giro (Scelta Civica), Bruno Archi (Pdl) e Marta Dassù (Pd) - e Pier Paolo Baretta, in veste di sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze - insieme ad Alberto Giorgetti, già sottosegretario presso lo stesso ministero durante il Governo Berlusconi. 

Viceministro dell’Interno sarà l’ex “saggio” Filippo Bubbico del Pd - che nella commissione formata da Napolitano, operava in campo economico e sociale – affiancato dai neo sottosegretari Domenico Manzione - ex sostituto procuratore a Lucca e poi procuratore ad Alba – e Giampiero Bocci del Partito Democratico. 

Sottosegretari alla Giustizia saranno l’On. Giuseppe Beretta, deputato siciliano del Pd, e il magistrato Cosimo Ferri, ex leader di Magistratura Indipendente. 

Alla Difesa, rivestiranno la carica si sottosegretari, Roberta Pinotti (Pd) e Gioacchino Alfano (Pdl). 

L’ex sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri durante il governo Monti, Antonio Catricalà, sarà adesso viceministro allo Sviluppo Economico, insieme a Carlo Calenda (Scelta Civica): Sottosegretari al medesimo ministero, Simona Vicari (Pdl) e Claudio De Vincenti (Pd). 

Alle Infrastrutture e i Trasporti andranno: il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, in qualità di viceministro, e Rocco Girlanda (Pdl) ed Erasmo De Angelis (Pd), presidente di Publiacqua Toscana. 

Alle Politiche Agricole Forestali e Alimentari, saranno sottosegretari: Maurizio Martina - segretario regionale del Pd in Lombardia – e l’ex presidente della Provincia di Catania, Giuseppe Castiglione (Pdl). 

All’Ambiente e alla Tutela del territorio e del mare, Marco Flavio Cirillo, deputato del Pdl, sarà sottosegretario. 

Viceministro al Lavoro e alle Politiche Sociali sarà la senatrice del pd, Cecilia Guerra; sottosegretari Jole Santelli (Pdl) e Carlo Dell’Aringa (Pd). 

Si occuperanno di Istruzione, Università e Ricerca, i sottosegretari Gabriele Toccafondi (Pdl), Marco Rossi Doria (Pd) e Gianluca Galletti, ex capogruppo Udc alla Camera. 

Ai Beni e Attività culturali e al Turismo, Simonetta Giordani - Responsabile Rapporti Istituzionali nazionali e internazionali, Autostrade per l'Italia - e Ilaria Borletti Buitoni (Scelta Civica), saranno sottosegretari. 

Alla Salute, infine, Paolo Fadda (Pd) sarà sottosegretario.
 
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