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Buon compleanno Facebook

Il social più diffuso al mondo compie nove anni: dal lancio nelle università americane, alle nuove campagne elettorali

di Luca Castrogiovanni
politica | Nove anni, ma ne dimostra sicuramente di più. 
Facebook è ormai parte integrante della nostra società, superando il miliardo di profili attivi è innegabile che abbia rivoluzionato l'interazione tra le persone. Certo che fb ne ha fatta di strada considerando che era stato progettato solo per mettere in contatto gli studenti di un college americano...

Mark Zuckerberg e i suoi colleghi di università, fondatori del progetto, non avrebbero mai immaginato questo successo, culminato con ingenti profitti e quotazioni in borsa, senza trascurare l'incredibile impatto sulla società che il più cliccato social network del pianeta ha determinato.
Ma non è la storia della creatura di Zuckenberg che vogliamo raccontare, bensì come essa sia entrata a far parte delle nostre abitudini e di come le nostre vite si siano adeguate.

A primo impatto sembra difficile trovare un nesso tra social-network e politica (perchè è di questo che ci occuperemo), basta però pensare alla "Primavera Araba", a quelle rivolte che dal 2010 hanno investito diversi paesi del Nord Africa e del Medio Oriente. Grazie a questo strumento (e non solo), certe tematiche hanno potuto moltiplicare la possibilità di condivisione e diffusione, favorendo l'aggregazione nelle piazze e dando vita ai movimenti di protesta
Le rivolte non sono nate perchè c'erano i social network, semplicemente le nuove tecnologie ne hanno agevolato la diffusione. 
Facebook è di sicuro il social più diffuso, ma anche Twitter, Youtube e i blog, hanno contribuito a forgiare la società 2.0 che oggi siamo. 

Guardando ai fatti di casa nostra, l'ascesa politica di Beppe Grillo nasce dal web: il suo blog ha avuto un tale successo da essere considerato tra i più influenti al mondo ed è sotto gli occhi di tutti il risultato ottenuto oggi dopo anni di lavoro in rete. 
Anche la politica tradizionale cerca di adeguarsi alle nuove tecnologie, ma con scarsi risultati.
Complice la campagna elettorale, su Facebook proliferano profili di politici, peccato che sia proprio l'aspetto sociale ad essere trascurato. Alle interazioni con gli utenti si preferiscono fiumi di belle parole e proclami di buone intenzioni, censurare commenti negativi è quasi una prassi, trovarsi inseriti in gruppi a cui non si è fatto richiesta un antipatico abuso. 

Anche in questo caso la politica ha dato il peggio di se, trasformando in spazio pubblicitario uno strumento nato con altri scopi, trasportandovi quel vago concetto di democrazia tipico dei palazzi. 
Facebook, suo malgrado, è diventato un grande strumento di propaganda, le censure in alcuni paesi ne sono la prova, è anche grazie ai social, che battaglie destinate a restare sconosciute riescono ad avere grande risonanza. 
L'Italia offre ancora garanzie circa la libertà di espressione, ma la volontà di limitare l'azione di certi strumenti non è mai stata tenuta troppo nascosta; progetti di legge rimasti solo sulla carta (fortunatamente) e l'impennata nelle richieste di accesso ai dati da parte di polizia e Governi denunciata da Google, è un chiaro segno che il potere desidera averne il pieno controllo. 

Quando nove anni fa Facebook è stato lanciato, non era possibile prevedere gli scenari descritti, è facile però capire che il potere raggiunto è visto come un pericolo sia dalle democrazie che dai regimi. Ovvio che non solo l'aspetto politico ne è stato influenzato, Facebook e i social network fanno ormai parte della nostra vita, la cassa di risonanza per i nostri stati d'animo, gusti musicali, o per soddisfare la voglia di curiosità tipica del genere umano. 

La tecnologia di cui oggi disponiamo ha favorito una crescita anche culturale: proibire o limitare si è sempre rivelata una scelta sbagliata, per questo la rete non necessita di censure, al contrario, rappresenta la possibilità di esprimere liberamente le proprie idee.
Al posto del "controllo", preferisco l'educazione, onde evitare un uso improprio da parte  dell'uomo, spesso incline ad abusare ed enfatizzare anche i lati negativi che ogni cosa offre.
 
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