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Caos Muos – Il punto dopo un mese di parole

La costruzione del sistema radar va avanti, Crocetta annuncia il ricorso alla magistratura, intanto fioccano i provvedimenti di allontanamento per i manifestanti

di Luca Castrogiovanni
politica | Partiamo dai fatti. 
Niscemi la costruzione del Muos non si è fermata, i comitati continuano l'azione di protesta in attesa che le dichiarazioni sulla sospensione dei lavori vengano rese effettive; la novità è nelle denunce ad alcuni attivisti a cui viene intimato l'allontanamento dal territorio di Niscemi per 3 anni
Chissà se tra le paventate riforme sulla giustizia che alcuni candidati intendono attuare ci sarà pure il riconoscimento assoluto del diritto di manifestare. 
comitati no-muos parlano di provocazione, un tentativo di limitare la crescente risonanza ed approvazione che il movimento conquista ogni giorno. Ormai è una questione regionale se non nazionale, molte città hanno sposato la causa contro la costruzione del sistema radar militare, ma è a Niscemi che l'attività prosegue in modo frenetico e
la costituzione del comitato mamme no-muos è segno che non si tratta di lotta politica o ideologica, ma conferma che la popolazione è compatta nel rivendicare il diritto alla salute

Le parole della politica seguono invece il corso aleatorio consono a questo mondo: è passato quasi un mese dalle dichiarazioni di Crocetta in cui veniva proclamata la volontà di sospendere i lavori, con la "storica" votazione all'unanimità della mozione presentata all'ARS. 
Le settimane successive hanno invece visto le denunce dei comitati: la sospensione è rimasta solo sulla carta, i lavori non si sono mai fermati e solo il blocco dei mezzi da parte dei cittadini ha permesso qualche rallentamento. 
Dal fronte prettamente parlamentare, la questione Muos ha però avuto ripercussione direttamente sui lavori dell'ARS; già martedì scorso i 15 deputati del Movimento 5 Stelle avevano abbandonato l'aula durante le votazioni del documento di programmazione economica, in forma di protesta contro la linea morbida adottata dal governo Regionale nell'effettivo blocco dei lavori per il sistema satellitare, venendo a far mancare il numero legale, stessa situazione creatasi ieri pomeriggio. Crocetta accusa i "grillini" di agire in questo modo per dar luce alla loro campagna elettorale, ma allo stesso tempo dichiara che intende rivolgersi alla magistratura per fermare la costruzione del radar, denunciando una situazione politica che di fatto non è poi così fortemente orientata a mettere fine a questa storia
Lo Bello, assessore al Territorio e Ambiente, spiega che la Regione ha chiesto alle autorità competenti alcuni pareri mancanti, tra cui la valutazione da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità circa il reale impatto sulla salute della 'mega antenna', oltre alla valutazione delle conseguenze sulla navigazione aerea. Pare infatti, notizia non smentita, che l'attività della base militare avrebbe ripercussioni sul funzionamento dei sistemi radar negli aeroporti vicini, tra cui lo scalo di Catania  e soprattutto quello di Comiso, da tempo inaugurato ma la cui effettiva apertura prevista ad Aprile è stata posticipata. 
Scaduti i 30 giorni da queste richieste, senza nessuna risposta diviene automatica la revoca delle autorizzazioni. 
In questo scenario, la divergenza di vedute sulla questione tra governo Regionale e Nazionale genera ulteriore confusione all'interno di alcuni schieramenti, sgretolando quella compattezza politica che poche settimane fa sembrava cosa fatta attorno al caso niscemese.

La proposta ai politici sensibili alla tematica lanciata dai no-muos, ovvero partecipare attivamente alla lotta dei comitati, è stata accolta dal deputato nazionale Pd Marilena Samperi che martedì scorso era presente al blocco dei mezzi militari. La richiesta, spiegano, nasce perchè la presenza dei politici provoca un atteggiamento più morbido nelle forze dell'ordine durante le operazioni di identificazione, divenute routine dopo ogni blocco. 
Altre presenze politiche sono state annunciate per i prossimi giorni, segno che alle parole si possono contrapporre i fatti. 
La riunione della commissione Ambiente, tenutasi a Niscemi lo scorso 22 Gennaio, non ha quindi dato gli esiti sperati. 
La cittadinanza continua a tenere alta l'allerta, il presidio allestito nei pressi della base è in permanente attività, così come senza sosta continuano le operazioni per fermare o rallentare i lavori. 

La questione Muos non può quindi definirsi chiusa, il rischio è che la parola fine possa essere messa solo all'ultimazione dei lavori, prevista per il 2015. Intanto Niscemi continua ad opporsi e sopratutto a denunciare un'immobilità della politica che, probabilmente, è da ricercare in altri fattori; troppo spesso interessi economici o diplomatici sono stati messi davanti alle richieste della collettività, in nome dell' anti-politica
Politica significa lavorare per il bene comune, a più di 2300 anni da questa definizione di Aristotele è allarmante doverlo ancora oggi ribadire. 
 
Commenti (2)
scritto da Gaetano Impoco il 01-02-2013 13:52:36
 
Piccola precisazione: l'ultimazione dei lavori è prevista a giorni. La data del 2015 si riferisce al lancio dell'ultimo satellite, che renderà il sistema pienamente funzionante. Nel frattempo, comunque, il sistema lavorerà in maniera parziale.
scritto da Luca Castrogiovanni il 01-02-2013 14:01:31
 
In effetti ho fatto riferimento alla data ultima entro cui il sistema sarà del tutto attivo, non che sia un bene che funzioni prima in modo parziale.. In ogni caso grazie per la precisazione
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