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Crocetta, UDC e M5S proseguono insieme. 'Il PD? Un partito di pazzi' afferma Faraone

L'abolizione delle Province porta a nuovi equilibri politici

di Natalia Librizzi
politica | La giunta regionale, riunita dal presidente Rosario Crocetta, ha approvato ieri, 4 marzo 2013, il disegno di legge che prevede l’abolizione delle nove Province sostituendole con liberi consorzi tra comuni; il reddito di solidarietà pari a mille euro e l'emissione dei “Trinacria bond”. 

M5S appoggiano il ddl - Favorevoli da sempre a un simile disegno di legge – avevano, infatti, già depositato un simile DDL in commissione – i 15 deputati grillini appoggiano la missione del presidente Crocetta, accusato dal Centro-sinistra siciliano di essere ostaggio del Movimento dell’ex comico genovese e di sottostare al suo ricatto politico per disporre di una maggioranza meno risicata nell'Assemblea di Palazzo dei Normanni. In realtà, come dichiara il presidente della Commissione Ambiente, esponente del M5S, Giampiero Trizzino, non vi è alcuna alleanza strategica o precostituita, ma soltanto convergenze e progetti paralleli: “questo per me è il migliore dei governi possibili, ma Crocetta deve avere più coraggio e soprattutto deve essere più presente in Parlamento. Deve capire che molti punti del suo programma sono uguali al nostro e che noi stiamo lavorando anche per lui”. E conclude: “La maggioranza per noi non è un problema. Noi portiamo avanti un certo modo di operare. Non ci interessa far carriera politica. Non ci interessa ricattare. Abbiamo il nostro programma e ci battiamo per quello”. 

Giovanni Avanti non ci vede chiaro - Il presidente della Provincia regionale di Palermo e dell'Unione regionale delle Province siciliane, Giovanni Avanti, si è detto confuso circa i reali intendimenti di Crocetta, “manovre puramente demagogiche”. “Il presidente della Regione prosegue nei suoi proclami quotidiani, cambiando posizione in continuazione. Crocetta è davvero un campione di coerenza: prima l'annuncio del mantenimento, e anzi, del potenziamento delle Province. Poi l'anticipo del voto ad aprile e quindi successivamente a maggio. Poi il rinvio del voto per procedere alla riforma e adesso l'abolizione. Molte idee ma confuse, anche perché vorrei ricordare a Crocetta che i liberi consorzi dei comuni ai quali lui fa riferimento già esistono e non sono altro che le attuali Province regionali così come definite dalla legge 9 del 1986 e alle quali i comuni siciliani hanno aderito con delibera dei rispettivi consigli comunali”. 

L'UDC è sorpreso - L’alleato di centro del presidente Crocetta è rimasto sorpreso dall’accelerazione della riforma, dal momento che non era stato nemmeno avvertito di un tale passo in avanti. Tuttavia, segretario regionale dell’Udc, Gianpiero D’Alia, ha dichiarato: “Esprimiamo soddisfazione per la decisione assunta dal Governo, e da noi auspicata da tempo immemorabile, di sopprimere le Province e ora aspettiamo di vedere ed esaminare il testo che il Governo sottoporrà ai gruppi parlamentari e – aggiunge – siamo convinti che sopprimere le Province non debba tuttavia configurare il mantenimento in vita o la costituzione di inutili carrozzoni, perché altrimenti sarebbero vanificati quei risparmi di spesa e quegli efficientamenti che invece sono necessari”. 

Alfano all'attacco - Durante la conferenza stampa di ieri, il segretario del Popolo della Libertà, Angelino Alfano, intervenuto per commentare il successo elettorale ottenuto in Sicilia alle scorse politiche, dopo “la vittoria di Pirro” delle regionali di ottobre, ha detto che “il Governo Crocetta ha cambiato un sacco di volte opinione sulle Province” e aspettando “speriamo che non facciano pasticci, perché i nostri territori hanno l'esigenza di un organo di governo intermedio tra il Comune e la Regione”. 

Il PD dei pazzi, secondo Faraone - Il coordinatore regionale dei renziani, Davide Faraone, sceglie il suo profilo facebook per far notare che il “partito democratico siciliano è un partito di pazzi”, dal momento che “nella passata legislatura all’Ars – afferma il neo deputato – siamo stati l’unico gruppo parlamentare a presentare una mozione per l’abolizione delle province. Siamo andati sotto, ma abbiamo costretto l’aula a votare la mozione. In questa legislatura – continua – Rosario Crocetta, ‘nostro’ presidente, indice le elezioni provinciali, dimenticandosi dell’abolizione, salvo poi fare un passo indietro su proposta dei grillini”. E conclude duramente: “Poi ci chiediamo come mai perdiamo le elezioni e come mai il movimento 5 stelle è primo partito in Sicilia”.
 
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