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DDL 278: oggi un altro rinvio

Crocetta: 'Non è solo questione di Province, ma è un tema di democrazia e di spesa pubblica'

di Natalia Librizzi
politica | Il presidente della prima commissione Ars e deputato dei Democratici riformisti per la Sicilia, Marco Forzese - dopo aver riscritto, insieme al commissario dello Stato Carmelo Aronica, il DDL 278 perché tacciato di incostituzionalità - ha assistito a un altro rinvio del progetto che vorrebbe riformare le Province. 

Questa volta, però, la distanza tra i partiti (e le diverse posizioni sostenute) sembra essere divenuta incolmabile - Lo lascia bene intendere il presidente della Regione, Crocetta, quando - prima di entrare in Aula, nel pomeriggio di ieri - dichiara: "Questa classe politica non si rende conto che in discussione non c’è solo la questione delle Province, ma un tema di democrazia e di spesa pubblica". E affonda: "Siamo davanti ad una casta che si chiude in se stessa e vuole difendere altre caste e cricche, tutelando il proprio consenso clientelare". 

Oltre ai 194 emendamenti già presentati in commissione, infatti non si è tenuto affatto in considerazione il maxiemendamento, proposto proprio da Forzese, che da un lato assorbiva i 70 emendamenti presentati dal DDL di Crocetta (come la cancellazione dei meccanismi di elezione diretta per presidenti e consiglieri provinciali o l’istituzione delle tre città metropolitane di Palermo, Catania e Messina, insieme ai consorzi che, invece, rimangono invariati nel numero di 9 sul modello delle attuali province, a cui si aggiungono Gela e Marsala); dall'altro si apriva con la novità del termine ultimo per l’istituzione dei liberi consorzi, da esaurire entro il 31 dicembre 2013: fino ad allora niente elezioni e se entro la fine dell’anno non sarà stata effettuata la riforma, si andrà al voto in primavera con la legge attuale. 

Tuttavia, si continua ad aspettare: martedì prossimo, 19 marzo, verrano forse proposti nuovi emendamenti e potrà definitivamente partire la discussione sul DDL. Il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, ha tenuto a precisare che - nonostante la decisione sul percorso da seguire non sia semplice - "c’è e ci sarà rispetto massimo per il Parlamento" e che "l’intenzione è quella di esitare entro la settimana prossima un disegno di legge" perché fondamentale è "non partorire un obbrobrio giuridico".
 
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