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Dell'Utri condannato: 7 anni di carcere

Si conclude dopo 19 anni, il processo dell'ex senatore PDL per concorso esterno in associazione mafiosa

di Natalia Librizzi
politica | Ore 18:19, finalmente arriva la sentenza - Dopo più di 7 ore di camera di consiglio, i giudici hanno accolto la richiesta del PG Patronaggio: Dell'Utri dovrà scontare 7 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. 

Ore 17:49 - A pochi minuti dalla sentenza, oramai un Dell'Utri in fibrillazione, infatti, dichiara ai giornalisti: "Mi sembra che questa Corte d'appello abbia esaminato con spirito molto critico e distaccato tutti gli atti. Se dovesse andar male, mi dovessero condannare, non dirò che sono giudici comunisti".

"Oggi sarò all'aula bunker di Palermo fin dal mattino per bere tutto il calice...". L'ex senatore del PDL, Marcello Dell'Utri, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, ha definito così l’udienza che si è aperta oggi, alle ore 9.30, nel carcere palermitano Pagliarelli per le eventuali repliche del sostituto procuratore generale Luigi Patronaggio e dei legali del politico e imprenditore palermitano (Massimo Krogh, Giuseppe Di Peri e Pietro Federico). Subito dopo, la Corte presieduta da Raimondo Loforti è entrata in Camera di consiglio per confermare o no la pena a 7 anni di carcere, chiesta al termine della requisitoria, lo scorso 18 gennaio 2013, dal PG di Palermo. 

Si aspettano le ore 17.30 per la sentenza.

Le accuse - Luigi Patronaggio è certo, infatti, che Marcello Dell'Utri abbia messo in contatto Silvio Berlusconi (ai tempi leader di Forza Italia) con Cosa Nostra perché questa ne salvaguardasse e proteggesse non soltanto l’ascesa politica ma anche la sicurezza dei familiari, dando così un concreto e specifico contributo all'associazione mafiosa, costringendo un imprenditore come Berlusconi a pagare somme ingenti di denaro e facendo entrare, nel 1973, ad Arcore Vittorio Mangano, un criminale italiano pluriomicida legato a Cosa Nostra conosciuto dai giornali come "lo stalliere di Arcore" e definito anni dopo, nel 1992, da Paolo Borsellino come "una delle teste di ponte dell'organizzazione mafiosa nel Nord Italia". 
È normale allora che "la condotta dell'imputato – ha detto Patronaggio al termine della requisitoria, in cui ha chiesto la conferma della condanna a 7 anni – integra il concorso pur non essendo inserito stabilmente in Cosa Nostra". 

La risposta di Dell'Utri e il suo 'processo politico' - Stamattina, dopo aver ricordato nelle sue dichiarazioni spontanee la memoria proprio di quel Mangano pluriomicida, da lui definito "una persona per bene", Dell'Utri ha risposto così alle accuse: "Mi indignano moltissimo le parole del PG secondo cui la mia cosiddetta carriera nel gruppo Berlusconi sia stata favorita dalla mia conoscenza di mafiosi che mediavo con il presidente Berlusconi. Questa cosa mi indigna sul piano umano e professionale". Attraverso uno dei suoi avvocati, Massimo Krogh, l'ex senatore ha anche parafrasato quanto affermato poco prima dal PG Patronaggio: "non si tratta - spiega appunto il legale - di un processo politico, ma di fatti", grazie ai quali è convinto che si possa respingere l'accusa di conocorso esterno in associazione mafiosa. 
 
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