seguici su
 facebook
 twitter
     Feed rss
Meteo
Contatti      Pubblicità      Redazione
Sei in: BuonGiornoSicilia » politica » Ecco il nuovo testo per il DDL delle province ...
OkNotizie
 0 commenti  |  
A+ A-
 

Ecco il nuovo testo per il DDL delle province

Oggi l'approvazione, ma Forzese rassicura: "Le modifiche? In sintonia con Crocetta"

di Natalia Librizzi
politica | Lo aveva annunciato Marco Forzese, presidente della prima commissione Ars e deputato dei Democratici riformisti per la Sicilia lo scorso 28 febbraio e, quattro giorni dopo, la giunta regionale riunita dal presidente Rosario Crocetta approvava il disegno di legge 278 che prevede, oltre il reddito di solidarietà pari a mille euro e l'emissione dei “Trinacria bond”, l’abolizione delle nove Province sostituendole con liberi consorzi tra comuni. 

Incostituzionalità nei termini del DDL - Salvo scoprire che il suddetto disegno di legge presentato dal governo fosse, nei termini, incostituzionale perché lo Statuto della Regione Sicilia, di fatti, non prevede l’organo delle ‘province’, bensì proprio quello dei ‘consorzi dei comuni’ che il DDL avrebbe, quindi, restituito. 
È Marco Forzese il primo ad ammetterlo e ieri, 12 marzo 2013, prima dell’incontro con il commissario dello Stato Carmelo Aronica, col quale poi ha riscritto il disegno di legge, aveva ammesso: “non v’è dubbio che nel testo licenziato dal governo Crocetta si debbano modificare alcune previsioni normative, che apparirebbero uno scoglio giuridico per il vaglio degli uffici di piazza Camporeale”. 

Cosa prevede il nuovo DDL? - Il maxiemendamento assorbe i 70 emendamenti presentati dal DDL del governatore Crocetta, ma si apre con una novità: il termine ultimo per l’istituzione dei liberi consorzi si deve esaurire entro il 31 dicembre 2013. Identica scadenza per i mandati commissariali: fino ad allora quindi niente elezioni e se entro la fine dell’anno non sarà stata effettuata la riforma, si andrà al voto in primavera con la legge attuale; questa possibilità si prefigurerebbe come una sconfitta amara e difficile da sostenere per il presidente della prima commissione Ars, che dichiara: “allora dovremmo dimetterci tutti, compreso Crocetta”. Inoltre, il testo riscritto a quattro mani – puntualizza Forzese – prevede ancora “la volontà del governatore Crocetta di cancellare i meccanismi di elezione diretta per presidenti e consiglieri provinciali, e quindi di ottenere il risparmio annunciato. Rimane prevista l’istituzione delle tre città metropolitane di Palermo, Catania e Messina”. I consorzi, invece, rimangono invariati nel numero sul modello delle attuali province, a cui si aggiungono Gela e Marsala

Le modifiche al testo giungono, sottolinea presidente della prima commissione, in sintonia con le idee del presidente della Regione, ma tocca alla commissione (che si riunisce oggi presso la Sala d’Ercole) approvarle. In ogni caso, Forzese è ottimista: “abbiamo i numeri, oltre che l’intenzione come maggioranza, a far passare il testo già nel pomeriggio”, ha detto ieri. 

Le reazioni - L’onorevole Salvino Caputo (FDI) ha precisato subito con un comunicato stampa: “Avevamo ragione, il DDL andava riscritto. L’intervento del Commissario dello Stato in Commissione Affari Istituzionali dell’Ars, ha confermato quella serie di rilievi più volte segnalati da noi”. E ha aggiunto: “Nelle more del varo della Legge, che deve essere approvata entro il 31 dicembre di quest’anno, le elezioni saranno sospese, ma subito dopo quella scadenza, se non ci sarà la nuova riforma, al contrario di ciò che era previsto dal DDL governativo, in primavera si procederà alle elezioni per il rinnovo delle Province”.
Sempre più violento e causidico il suo collega, il deputato del PDL Nino Germanà che, attaccando, la scorsa settimana si chiedeva se occorresse davvero oltre un anno per riformare le Province, incalzando “ma questo non era fra le urgenze del programma del presidente Crocetta?”. Ieri ha definitivamente chiarito la sua opposizione al disegno di legge 278, affermando che “un cambio istituzionale alla pari fra Province e consorzi di Comuni non è praticabile poiché provocherebbe senza ombra di dubbio confusione anche amministrativa e delle competenze. E aumenterebbe – rincara la dose Germanà – i costi di gestione proprio quando l’obiettivo principe rimane, invece, la riduzione della spesa pubblica”. “E, in ogni caso – conclude – non si potrebbero accettare commissariamenti politici delle attuali Province in attesa di una risoluzione positiva: se a questo si dovrà arrivare, dovranno semplicemente essere dei prefetti a prendere in mano le redini di questi enti locali”.
 
Commenti (0)
Scrivi un Commento
 
 
voglio ricevere una notifica via e-mail sui nuovi
commenti
 
Articoli Correlati (0)

Le Nostre Rubriche

 
 
Save the Children Italia Onlus
 
 
 
 
 
 
Save the Children Italia Onlus