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Elezioni regionali, troppi candidati per un governo di maggioranza?

Miccichè e Musumeci a destra, Fava e Crocetta a sinistra, e c'è anche chi corre da solo

di Claudia Guarino
politica | Tutti divisi ma sullo stesso osso. Siamo sicuri che chi vincerà lo avrà tutto per sé? 
Quattro i candidati di peso e diversi i coraggiosi outsider in queste regionali che, per la prima volta nella storia siciliana, rischiano una vittoria con una maggioranza scarsa (per non dire quasi nulla). Il quadro definitivo si è completato con l’appoggio, da parte di Di Pietro e Orlando, a Claudio Fava, ufficiale candidato IDV alla presidenza della Regione. Pertanto, volendo fare il punto della situazione, i più “quotati” sarebbero gli esponenti di quel bipolarismo siciliano, ormai sempre più frammentato, che vede per il centrodestra, Gianfranco Miccichè e Nello Musumeci, e per il centrosinistra, Rosario Crocetta e Claudio Fava. Meno in evidenza, ma non per questo meno importante, tra le altre personalità in corsa verso la poltrona di Palazzo D’Orleans c’è quella di Giancarlo Cancellieri, appoggiato dai “grillini” sempre più in voga del Movimento 5 Stelle. 

Una frammentazione preoccupante per la stabilità di un futuro governo siciliano, che potrebbe essere compresso da una maggioranza vacillante. Sì perché la legge elettorale dell’Assemblea regionale siciliana prevede, l’elezione di 80 deputati con il sistema proporzionale e con sbarramento al 5 cento, mentre l’elezione degli altri 10, tra cui il presidente e il secondo candidato favorito, con un sistema di tipo maggioritario, che include anche gli 8 deputati facenti parte del premio di maggioranza ottenuto dalla coalizione del presidente vincente. Il premio di maggioranza, però, viene assegnato una volta raggiunta la soglia del 40 per cento dei seggi, per ottenere così un numero complessivo di 54 deputati. Non è detto, quindi, che essendoci due candidati per coalizione, si riesca a raggiungere una percentuale tale da consentire l’assegnazione del premio e, quindi, il numero dei seggi sufficienti per governare. Una strada impervia, quella che si troverà davanti il nuovo presidente eletto, che dovrà senz’altro scendere a compromessi con gli altri esponenti delle coalizioni, se vorrà far sopravvivere un governo di minoranza, risultato di una frammentazione politica che non ha trovato un accordo su un unico candidato.

I giovani di Futuro e Libertà nel frattempo “rinnegano” Miccichè – Come si legge in una nota diffusa da Generazione Futuro “I coordinatori di Generazione Fututo ritengono opportuno precisare, in merito alle dichiarazioni apparse nei giorni scorsi a firma di Gaetano Canzoneri (un dirigente, non il coordinatore regionale di Generazione Futuro come erroneamente affermato) che Gianfranco Miccichè non può essere il volto di FLI per le elezioni regionali del 28 ottobre, non rappresentando il profilo politico-programmatico e i valori di Futuro e Libertà”. ''Nella certezza di vedere riconosciute le principali ragioni politiche di Fli, come innovazione, merito e legalità - concludono i dirigenti nazionali di Generazione Futuro - e rispettata la decisione di applicare un codice etico, i dirigenti giovanili siciliani si augurano di avere quanto prima un tempestivo riscontro programmatico nelle scelte del partito, al fine di migliorare, in un periodo di profonda crisi politico-economica dell'isola, la qualita' della vita del popolo siciliano”. 

E intanto, oggi, Crocetta si è fatto portavoce di democrazia - “O sul palco di Cefalù ci sono tutti i candidati o io non partecipo”. 
Lo ha affermato in una nota Rosario Crocetta, candidato alla presidenza della Regione siciliana, a proposito del confronto pubblico tra soli quattro candidati (lo stesso Crocetta, Nello Musumeci, Claudio Fava e Gianfranco Mccichè) in programma il prossimo 6 settembre, intitolato ‘Il gusto della legalità’. “Sono venuto a sapere che alcuni candidati di altri partiti, penso al Movimento 5 stelle o ai Forconi, non sono stati invitati. Naturalmente, gli organizzatori sono liberi di ospitare chi ritengono, ma allo stesso tempo io sono libero di aderire o meno se non sarà ripristinato un elementare dato di pluralismo e democrazia”, osserva Crocetta. “Il pluralismo è un valore irrinunciabile e fa parte integrante della mia proposta politica. E ciò vale ancor di più per i miei avversari, ai quali va la mia solidarietà. Se sarò eletto presidente – conclude Crocetta- tutelerò le minoranze perché in una democrazia le maggioranze non hanno paura del confronto. Per questa ragione, pur ringraziando gli organizzatori, non posso partecipare a un’iniziativa dal sapore escludente e che rischia di essere bollata come antidemocratica”.
 
Commenti (1)
scritto da Dario R. il 03-09-2012 16:23:58
 
Ecco brava Claudia, io di queste elezioni già non ne sto capendo una mazza, e tanto meno so minimamente chi votare, indi ti toccherà scrivere un articolo come questo ogni mezz'ora! Per una mano sono contento che il suo stesso gruppo abbia preso le distanze dal furbissimo Gaetano Canzoneri!!! Se in più rinnegano anche Miccichè ben venga Futuro e Libertà (o Generazione Futuro?!). Lodevole anche l'atteggiamento di Crocetta, se le sue parole fossero alla stregua dei fatti chissà non possa essere un buon presidente. Ma magari mi butto sul M5S e me ne esco facile facile. Oddio non lo so. Necessito di ulteriori approfondimenti!!
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