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FIAT - Termini Imerese, quale futuro?

Crocetta ha garantito la copertura della cassa integrazione per gli oltre 2000 lavoratori, a restare incerto è il destino di tutta l'aria industriale

di Luca Castrogiovanni
politica | E' di qualche giorno fa l'incontro tra il presidente Crocetta ed i rappresentati dei lavoratori dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, a quasi un anno dalla chiusura, la regione ha garantito le risorse finanziare per la copertura della cassa integrazione per gli oltre 2000 lavoratori, a restare incerto è il destino di tutta l'aria industriale, dato che le trattative di questi anni non hanno portato a risvolti positivi. 

Ma la chiusura dello stabilimento non è certo stata concepita da un giorno all'altro e analizzando alcuni aspetti, è facile comprendere come la casa automobilistica torinese avesse già deciso da diversi anni la dismissione delle attività in questo lembo di Sicilia; un'alta età media dei lavoratori e l'incentivo all'utilizzo dello straordinario, con il conseguente blocco delle assunzioni, affidamento a ditte esterne di molteplici servizi, promessa di investimenti mai avvenuti. 
Questi sono alcuni aspetti che per chi ha vissuto dentro lo stabilimento non lasciavano presagire nulla di buono, avvisaglie per una classe politica sorda dinnanzi a segnali forti di una volontà imprenditoriale intenta a guardare solo al profitto. 
La Fiat aveva promesso investimenti, raddoppio della linea di produzione e nuovi modelli, ma dopo la caduta del governo Cuffaro prima e di quello Prodi dopo, sono passati pochi giorni dagli accordi che i vertici di Mirafiori hanno chiuso con la Serbia, semplicemente perchè i contributi promessi non sarebbero più potuti essere erogati. Ma guardare al passato serve solo ad aumentare il rammarico per una situazione divenuta oggi insostenibile, il problema doveva essere affrontato prima ed in maniera più decisa, in modo da evitare ciò che oggi viviamo, dipendenti senza lavoro e, sopratutto, senza prospettive. Stato e Regione continuano a parlare di possibili trattative, di acquirenti interessati al rilancio del comprensorio, ma parole ne sono state sprecate molte, è forse giunto il tempo dei fatti, è vero che dal primo Gennaio la zona industriale di Termini Imerese diventerà zona franca, ma servono idee che possano garantire stabilità, evitare le tristi storie tipicamente italiche che vedono persone senza scrupoli interessate solo per avere profitto. 

Il compito della Regione dev'essere quello di garantire che chiunque sia interessato ad investire in Sicilia lo faccia in maniera duratura, è logico che un imprenditore guardi al profitto, ma bisogna puntare su quegli imprenditori che i profitti sono disposti a raggiungerli negli anni, non subito, il destino ed il futuro delle persone dev'essere al primo posto. Il suggerimento è quello di puntare su un serio rilancio, analizzare ciò che la Sicilia solamente è in grado di offrire, evitare di affidare il futuro di intere popolazioni nelle mani di gente che guarda solo ai profitti senza un vero programma di sviluppo, e magari ascoltare le storie delle persone che delle leggi di mercato sono le vere vittime. Nei prossimi giorni racconteremo alcune di queste storie, che partendo dalla Fiat investono tutto il mondo del lavoro, in Sicilia ed in Italia.
 
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