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GESIP: il sindaco Orlando e i sindacati giungono ad un accordo

Dopo 11 anni di proteste e false ripartenze, 1805 posti di lavoro salvati

di Natalia Librizzi
politica | Quando nasce la Gesip - La Gestione Servizi Impianti Pubblici Palermo, ossia Gesip, nasce nel novembre 2001 sotto Guglielmo Serio, commissario straordinario vicino al centrodestra, in luogo di Leoluca Orlando che si dimette per inseguire il sogno (fallimentare) delle Regionali, con l’obiettivo di inserire nel mondo del lavoro più di 1500 precari, tra ex detenuti per i quali era lecito prevedere un reinserimento sociale ed ex lavoratori in mobilità di alcune aziende fallite. 

Tra quote di partecipazione e conti in rosso - La Gesip, al 51% del Comune di Palermo e al 49% di Italia Lavoro S.p.a., spende inizialmente 49 milioni di euro, cifra destinata ad aumentare, come il numero dei suoi dipendenti, che diventeranno quasi 2000 nell’era Cammarata. L’azienda, quindi, funziona – anche grazie agli incentivi previsti per i primi tre anni dalla normativa nazionale per lo start-up di nuove attività imprenditoriali – e non ci si preoccupa di venderla a investitori privati nemmeno quando, nel 2007, Italia Lavoro S.p.a., giustamente allarmata dalla situazione economica in cui la Gesip giace (produce una perdita annua di 800 mila euro e il 95% delle entrate viene utilizzato per il pagamento degli stipendi), cede le sue quote all’amministrazione comunale, la quale si accolla i diversi scandali e debiti dell’azienda. Tuttavia, nel 2010 si arriva a un punto di rottura: o si dichiara la bancarotta o si taglia il numero dei lavoratori, la cui protesta non si fa aspettare.

Il ritorno di Orlando e l’accordo con Fornero e sindacati - Cambia il sindaco nel maggio del 2012, o meglio ritorna Orlando, “accusato” di essere il padre – a volte distante – degli attuali 1805 dipendenti della Gesip, ma non cambia il rapporto di osmosi, spesso violenta, tra l’azienda, scheggia nelle carni della nostra città, e Palermo appunto. Dopo la protesta dell’1 febbraio in via Roma, durante la quale si è rischiato il peggio a causa di un petardo esploso all’interno di un autobus fortunatamente vuoto e dopo il sit-in, questa volta pacifico, organizzato a Piazza Marina, il sindaco ha incontrato il ministro Fornero e ha siglato, lunedì 11 febbraio, un’intesa coi sindacati. 

Cosa prevede l’accordo? - Tale intesa elabora quello che una nota ministeriale aveva definito “un piano per i lavoratori fondato sulla combinazione di politiche attive e passive, in vista di una loro ricollocazione nel mondo produttivo anche grazie a specifici e mirati percorsi formativi”; si auspica, infatti, la possibilità di ridurre il numero dei lavoratori complessivamente in carico, avviandone una parte alla pensione entro il mese di aprile 2014 e si propone la riqualificazione professionale per gli altri lavoratori che tornerebbero in servizio per 20 ore settimanali¸ “per soddisfare esigenze funzionali per la gestione di servizi essenziali, alcuni dei quali svolti precedentemente dal personale Gesip, sulla base del contratto di fornitura di servizi”, come si legge nella nota del Comune, che “in accordo con Stato e Regione, integrerebbe le risorse destinate alla Cig co-partecipando con la quota indennitaria della misura di sostegno al reddito, restando a carico dello Stato con la contribuzione e l'assegno per il nucleo familiare”. Il fil rouge della vicenda, più che decennale oramai, (non troppo lontano dalle promesse elettorali di berlusconiana memoria) è tutto insito nella cattiva gestione della cosa pubblica e ha il nome di Clientelarismo. Sono stati anni di scarica-barile, di false paternità e conti in rosso, ma sono stati soprattutto gli anni di un Comune ignavo e incapace di agire, perché quei 1805 dipendenti non sono stati considerati 1805 uomini, ma 1805 voti, indipendentemente da Destra e Sinistra.
 
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