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L'onorevole Falcone denuncia: 'ingerenze del Governatore sul Comune di Caltagirone'

Al centro della querelle una telefonata, dagli 'avvisi istituzionali' sui generis

di Natalia Librizzi
politica | Dissesto finanziario a Caltagirone e e le necessità 'di altro genere' di Crocetta - Il vice capogruppo del PDL all’Ars, l’onorevole Marco Falcone, insieme al deputato regionale MPA Toti Lombardo, ha denunciato – attraverso un’interrogazione parlamentare – le difficoltà economiche in cui il comune di Caltagirone giace e ha gettato delle ombre sul presidente della Regione Rosario Crocetta. Falcone, infatti, è convinto (giacché è certificato dallo stesso commissario ad acta regionale) del dissesto finanziario dell’ente e si dice certo che siano state fatte pressioni da parte del presidente Crocetta sull'amministrazione comunale perché questo fallimento non venisse fuori. 

Crocetta telefona, convoca e minaccia? - Al centro di questa querelle una telefonata effettuata proprio dal governatore della Regione siciliana lo scorso giovedì 7 marzo “al Segretario Generale del Comune calatino, prima invitandolo, poi, invece, intimandogli di far ritirare la proposta di deliberazione di dissesto, minacciando, in caso contrario, di ‘commissariare’ lo stesso Ente, sia il Consiglio Comunale che gli Organi esecutivi”. “Tale fatto – continua Falcone – assume i contorni di una gravità inaudita e di un’ingerenza ingiustificata, col rischio di far pensare a chissà quali interessi da tutelare (forse incandidabilità dei precedenti amministratori?) e, comunque, rischia di gettare pesanti ombre su una vicenda delicatissima, la cui mancata soluzione espone, con probabile certezza, l’Ente Comune a danni erariali di notevole portata”. Infine, l’onorevole del PDL chiede al presidente Crocetta di conoscere, oltre i provvedimenti adottati dal Governo Regionale per consentire a Caltagirone di uscire dallo stato di dissesto, se il contenuto della suddetta “telefonata al Segretario Generale del comune calatino o la convocazione del Presidente dei Revisori dei Conti da parte del capo di gabinetto dell’Assessore alle Autonomie Locali, avevano uno scopo di collaborazione istituzionale o dovevano intendersi quali ‘avvisi istituzionali’ sui generis”. 

Il mese scorso i primi dubbi di Falcone - Questo è il secondo gesto di ‘protesta’ che Falcone compie in merito alla questione del dissesto finanziario dei comuni. Lo scorso febbraio, in seguito alla manovra di bilancio varata dal Governo regionale, che ha visto il fondo per i comuni drasticamente ridotto da 651 milioni del 2012 a 300 milioni del bilancio 2013, l’onorevole del PDL chiedeva: “Quali sono gli strumenti concreti attraverso i quali si estrinsecherà l’attività della Task force di cui alla citata delibera? Quali maggiori finanziamenti il Governo ha previsto nella prossima manovra finanziaria utili ad alleggerire il peso debitorio degli enti? E, infine, quali sono le 'situazioni incresciose' a conoscenza del Governatore che hanno indotto lo stesso ad emanare la delibera?”.
 
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