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La Regione revoca le autorizzazioni per il Muos

Sit-in durante la riunione, l'attesa notizia in serata. I comitati "è l'ultima volta che ci fidiamo"

di Luca Castrogiovanni
politica | "Revoca delle autorizzazione alla costruzione del Muos". 
Il "verdetto" è arrivato dopo una riunione di sei ore, convocata per discutere le azioni da intraprendere circa il caso Muos. Le commissioni Ambiente e Salute si sono riunite invitando esperti, docenti e rappresentanti dei comitati per "analizzare l'impatto delle onde elettromagnetiche sulla salute dei cittadini" e "le conseguenze sulla navigazione aerea provocate dalla costruzione del radar satellitare". La mancanza di indagini preliminari su questi aspetti è alla base della richiesta di sospensione dei lavori. 
Alla riunione avrebbero dovuto partecipare anche gli esponenti istituzionali e rappresentanti degli Stati Uniti... Qualcuno li ha visti?
Presenti invece, anche se indirettamente, i partecipanti del sit-in davanti a Palazzo dei Normanni indetto per sollecitare, ancora una volta, la fine a questa storia. 
La questione niscemese si è quindi trasferita a Palermo; per tutto il giorno i comitati che da anni si oppongono alla costruzione del sistema satellitare hanno fatto sentire la loro presenza, in attesa della tanto agognata revoca, arrivata poi in serata. 

Da circa un mese stiamo seguendo le vicende relative al Muos: da quando il presidente Crocetta dichiarava di voler sospendere la costruzione del radar, alla fase politicamente di stallo denunciata dai comitati fino allo stato di avanzamento dei lavori, di fatto mai sospesi. Crediamo quindi di avere fornito un quadro politico, tecnico e sociale ampio di tutto il caso Muos, per questo oggi è dalle "chiacchierate" con attivisti, mamme, associazioni e gente comune che credo di aver tratto gli spunti migliori. 
Gli scontri con la polizia durante un blocco di automezzi la notte dell'11 gennaio, le denunce e i fogli di via, le ormai immancabili identificazioni, hanno evidenziato una linea dura da parte dello Stato verso questo movimento di cittadini, paradossale visti gli scandali a cui l'Italia ci ha ormai abituati. 
Immaginarmi al sit-in tra soggetti pericolosi oggi mi riusciva seriamente difficile. 

La delusione verso la classe politica è il sentimento predominante, le promesse non mantenute hanno allargato la rottura ormai palese tra cittadini e mondo istituzionale, il record dell'astensionismo alle ultime elezioni regionali ne è un chiaro segnale. La gente è arrivata nel capoluogo siciliano per ribadire quel diritto alla salute messo a rischio dall'installazione militare americana, un inquinamento che oltre ad incidere direttamente sulla salute favorendo l'insorgere di gravi patologie, contaminerebbe terreni, prodotti e quindi l'economia di un comprensorio che sull'agricoltura basa gran parte del suo sostentamento
Le dichiarazioni non ufficiali rilasciate da alcuni partecipanti alla riunione confermano che l'impatto sulla salute c'è ed è forte, la variegazione del comitato no-muos toglie poi ogni dubbio su possibili condizionamenti ideologici. Insieme con i comitati, presenti anche associazioni di volontari, mamme e studenti, uniti nel denunciare la prosecuzione dei lavori al Muos, con l'auspicio che la riserva di Sugherata possa tornare ad essere valorizzata solo punto di vista naturalistico piuttosto che militare. 
Niscemi chiede anche il diritto alla pace e alla sicurezza, messo a rischio dal Muos, visto che un'opera di importanza strategica per la sicurezza, com'è stata definita dal governo Italiano, potrebbe essere considerato obiettivo sensibile, quindi a rischio in possibili scenari di guerra. 


Il comunicato ufficiale della Presidenza della Regione blocca di fatto i lavori, in virtù del documento votato l'11 gennaio, viene dato mandato all'assessore al Territorio e Ambiente Mariella Lo Bello e al dirigente generale di avviare immediatamente il procedimento per la revoca delle autorizzazioni
I cittadini festeggiano ma tengono alta la guardia, troppe le parole e le promesse disattese, rammarico perchè i lavori potevano essere fermati prima, e sono loro a promettere che questa è l'ultima volta che si fidano, che è giunto il momento di vedere i fatti.
 
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