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Laura Boldrini a Portella della Ginestra per il primo maggio

"Bisogna restituire dignità al lavoro. E di lavoro non si deve morire"

di Claudia Guarino
politica | "In un Paese democratico non è accettabile che ci siano ancora troppe ombre e troppi silenzi su stragi come quella di Portella della Ginestra". Così Laura Boldrini, presidente della Camera dei deputati, nel giorno del primo maggio in Sicilia, a Portella della Ginestra, luogo simbolo della prima strage dell'Italia repubblicana, in cui, il primo maggio del 1947, la banda di Salvatore Giuliano compie quella che passò alla storia come la “strage di Portella”, nella quale morirono circa duemila lavoratori, riuniti per manifestare contro il latifondismo. 

Primo maggio: "Festa per la dignità del lavoro" - Una scelta, quella di trascorrere il giorno della festa dei lavoratori in questo luogo, fatta "perché la sanguinosa strage, che qui si consumò 66 anni fa, racchiude tre simboli: la lotta alla mafia, la necessità di far emergere la verità sulle stragi e quella di dare dignità al lavoro – spiega la Boldrini – La mafia che sparò sui lavoratori nel 1947 si prestò a tutelare gli interessi più oscuri e quelli dei ceti privilegiati, di quei latifondisti che erano preoccupati dalla sempre maggiore domanda di riforme sociali". 

Spiega, così, il significato della sua visita in Sicilia, in una data e in un luogo fortemente simbolici, e affronta, poi, l’argomento principale, posto come priorità da fronteggiare per il nuovo Governo Letta: il lavoro. "Dal governo, che è nella pienezza dei propri poteri – afferma il Presidente della Camera - si attendono risposte tempestive. Bisogna restituire dignità al lavoro. E di lavoro non si deve morire: è inaccettabile la frequenza degli incidenti sul lavoro e non solo in Italia" e cita, quindi, l’incidente avvenuto in Bangladesh che ha causato la morte di numerosi lavoratori "che producevano abbigliamento per le griffe del mondo ricco". Aggiungendo infine: "Questo primo maggio è la festa per la dignità che il lavoro deve ancora vedersi riconoscere". 

Lavoro emergenza di tutte le emergenze - "Non è accettabile l'indifferenza all'emergenza nazionale, che è il lavoro", sottolinea il neo Presidente della Camera. "Una situazione in cui gli adulti lo perdono e i giovani perdono la speranza di trovarlo. La disperazione si diffonde e prende troppe volte la forma della violenza". 
L’argomento si sposta, sull’ultimo eclatante gesto di violenza, gli spari a Palazzo Chigi: "Il lavoro, oggi più che mai, è la madre di tutte le emergenze a cui la politica è tenuta a dare soluzioni. La grave crisi economica che colpisce il nostro Paese mette a dura prova tutti, specialmente chi nel futuro non vede speranza. In alcuni casi, la disperazione porta a gesti estremi ed inaccettabili, contro se stessi e contro altri. Riconoscerlo - precisa - non vuole essere in alcun modo una giustificazione alla violenza, che va con forza condannata perché non può mai essere una risposta".
 
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