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Le Taranto di Sicilia - Milazzo

Continua l'inchiesta sui comuni siciliani alle prese con la questione salute e lavoro. Oggi Milazzo.

di Luca Castrogiovanni
politica | La settimana scorsa abbiamo iniziato un viaggio tra le città siciliane alle prese con l'annosa scelta; diritto alla salute o diritto al lavoro
Siamo partiti da Gela non casualmente, dopo averla amministrata per quasi due legislature il presidente Crocetta sarà sicuramente consapevole che certe tematiche devono essere affrontate con la massima serietà, e l'impegno non sarebbe solo per la città del golfo, ma per tutte quelle ILVA che sono presenti sul territorio siciliano. Come Gela, anche Milazzo vive simili problematiche, un'elevata incidenza di tumori, cattivi odori e inquinamento è stato il prezzo da pagare per realizzare il sogno industriale, per dare alle persone l'opportunità di un lavoro. 
Ma si può invertire questa tendenza? Bisogna aspettare che sia la magistratura ad intervenire su problematiche note da anni? 

Milazzo e tutto il comprensorio della Valle del Mela non sono inquinati solo perchè c'è una raffineria, sono tanti e diversi i rapporti e le ricerche di Istituti, Enti ed Associazioni che hanno evidenziato come in questa zona ci si ammala di più che nel resto del paese. 
L'Arpa (Agenzia Regionale per l'ambiente) appena l'anno scorso ha stilato un rapporto sulla qualità dell'aria, definita inquinata a causa dell'attività della raffineria, che ha spinto la Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto ad aprire un'inchiesta. 

Poco più di un anno fa, in un convegno sulla tematica, è stato il dottor Claudio Italiano ad affermare che Milazzo ha il record del tumore dell'ipofisi, nonostante la zona sembra geneticamente predisposta, l'incidenza è però più alta del dovuto, 6 volte superiore ad altre zone della provincia messinese. 
Altri studi, sia dell' Università di Messina che di riviste scientifiche non smentiscono affatto questi dati, segno che l'attività industriale ha ripercussioni dirette sulla salute dei cittadini. Questo comprensorio, assieme ad altre città siciliane tra cui Gela, Priolo e Biancavilla, rientra nella lista delle 44 zone italiane dove la mortalità per tumore è più elevata rispetto alla media nazionale, a dirlo sono studi fatti dall'Istituto Superiore di Sanità e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità

La raffineria di Milazzo impiega circa 600 persone, in prevalenza residenti nella Valle del Mela, ma l'indotto riesce ad occupare fino a 1700 persone, indubbiamente una grossa realtà lavorativa dal momento in cui l'intero comprensorio conta poco meno di 60 mila abitanti, per questo motivo il problema lavoro-salute dev'essere affrontato in tempo, scongiurando ciò che nei mesi scorsi è successo a Taranto. 
Fino a quel momento i posti di lavoro sembrano essere salvaguardati, a differenza del petrolchimico di Gela non si è fatto ricorso all'uso della cassa integrazione, il problema è più verso quegli investimenti strutturali necessari in un territorio dal forte dissesto idro-geologico. Le drammatiche calamità naturali che negli ultimi anni hanno investito questa terra dovrebbero fare da monito; sicurezza, salute e lavoro devono seguire un percorso unico, una calamità naturale avrebbe delle conseguenze catastrofiche in un ambiente dove i problemi sopra discussi sono causati "solamente" dall'attività industriale. 

Adesso, ripensando a quando l'estate scorsa mi trovavo a Milazzo, riesco a spiegarmi perchè nonostante gli oltre 40 gradi la gente affollasse solo la spiaggia e capisco anche l'incredulità di quel bambino che indicandomi chiedeva alla mamma: "Perchè quel signore sta facendo il bagno?"
 
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