seguici su
 facebook
 twitter
     Feed rss
Meteo
Contatti      Pubblicità      Redazione
Sei in: BuonGiornoSicilia » politica » Lo tsunami di Grillo stravolge il Parlamento. Ecco i grandi esclusi ...
OkNotizie
 0 commenti  |  
A+ A-
 

Lo tsunami di Grillo stravolge il Parlamento. Ecco i grandi esclusi dal nuovo Governo

Fini e Di Pietro non ce la fanno. Miccichè e Lombardo fuori dai seggi siciliani

di Claudia Guarino
politica | Uno dei più noti slogan del Movimento5Stelle in campagna elettorale, diceva: “Mandiamoli tutti a casa!” Ed effettivamente, Grillo, con i suoi 108 seggi alla Camera e 54 al Senato, ha costretto una buona fetta dei deputati di entrambe le camere, ad abbandonare la propria poltrona riscaldata per lunghi anni di carriera politica. 

Fra gli esclusi anche qualche "big". La notizia ci stupisce, non soltanto per il gran successo riscosso, in poco tempo, da un movimento nato solo nel 2007, ma anche, e soprattutto, perché tra coloro che lasceranno il posto ai neodeputati a 5 stelle, spiccano nomi di un certo rilievo, come quello dell’uscente presidente della Camera, Gianfranco Fini. Sì, perché il suo partito, Futuro e Libertà, fondato nel febbraio 2011, a seguito di una scissione interna al Popolo della Libertà avvenuta nel luglio dell’anno prima, ha raccolto uno scadente 0,46% dei consensi alla Camera. Una percentuale del tutto insufficiente per sedere ancora una volta al Parlamento italiano. Insieme a Fini, un altro volto importante, da anni a Montecitorio, è quello di Antonio Di Pietro
L’ex pm, fondatore dell’Italia dei Valori, in questa tornata elettorale, aveva deciso di correre insieme alla colazione di Antonio Ingroia, leader del neo-movimento Rivoluzione Civile che, però, ad urne chiuse, non ha ottenuto seggi né alla Camera né al Senato. 
E’ stato, infatti, un addio quello che ieri ha annunciato Di Pietro quando, preso atto dell’abbandono dei più fedeli, a seguito, probabilmente, degli ultimi scandali che lo avevo visto coinvolto, è stato costretto a dimettersi dal partito che aveva fondato 15 anni fa e a lasciare (pare) definitivamente lo scenario politico. 
La coalizione di centrodestra, nonostante l’apparente rimonta, vede escluso dal nuovo Governo, Guido Corsetto, fondatore, insieme a Giorgia Meloni e a Ignazio La Russa, del nuovo partito Fratelli D’Italia. Dallo spoglio delle urne siciliane risulterebbe, però, sconfitto anche lo stesso La Russa, che riesce, nonostante ciò, a salvarsi e a rientrare per poco fra gli eletti della Lombardia. 
Lo scrutinio siciliano manda fuori dalla Camera anche Gianfranco Miccichè, leader di Grande Sud, che resta a casa insieme a Raffaele Lombardo, fondatore del Mpa, Fabio Granata vice coordinatore di Fli e Carmelo Briguglio, finiano doc. Non eletti, in Sicilia, anche Francesco Forgione (Sel), Alessandra Siragusa e Giovanni Barbagallo, entrambi Pd. Pd che, nonostante risulti come il partito “vincente”, perde uno dei suoi big: Franco Marini, uno dei fondatori del Partito Democratico, ex presidente del Senato, candidato in Abruzzo per una poltrona a Palazzo Madama, esce sconfitto da queste elezioni e resta fuori dal nuovo governo. 
Il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, invece, se la cava per un pelo ma non ce la fa uno dei suoi più stretti collaboratori, Roberto Rao, candidato nel Lazio, che non viene eletto. 
La coalizione di Monti, infine, dati i pochi seggi al Senato e alla Camera, non riesce ad ottenere lo spazio che aveva occupato finora, e saluta l’ex ministro degli Affari Europei, Enzo Moavero che non riceve i voti necessari per rientrare al Parlamento.
 
Commenti (0)
Scrivi un Commento
 
 
voglio ricevere una notifica via e-mail sui nuovi
commenti
 
Articoli Correlati (0)

Le Nostre Rubriche

 
 
Save the Children Italia Onlus
 
 
 
 
 
 
Save the Children Italia Onlus