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Lombardo: "Con Monti è andata bene, le notizie che volevano la Sicilia in default sono infondate"

L'incontro è avvenuto a Palazzo Chigi

di Redazione di BuonGiornoSicilia
politica | "L'incontro con il Presidente Monti e' andato molto bene. Come sostenevamo, le notizie che ci volevano in default erano del tutto infondate". 

Parla in questi termini il Presidente della Regione Lombardo dopo l'incontro col Premier a Palazzo Chigi: "La Regione Siciliana ha conti solidi - continua Lombardo - una finanza sostenibile e un debito che ha onorato il 30 giugno scorso pagando la rata del mutuo che incide per 7% del PIL regionale. Quindi e' in grado di pagare gli stipendi del personale: la mancata corresponsione degli emolumenti e' un'altra menzogna che e' stata dunque smentita. Esiste,invece, una criticita' temporale legata alla liquidita': un fattore causato dalla riduzione delle entrate tributarie e dai crediti che vantiamo, alcuni con lo Stato che oggi ha sbloccato 240 milioni per la Sanita', risorse da non collegare ai 400 milioni che il governo ha gia' deciso di erogare la scorsa settimana". "Non chiediamo neppure che questi crediti ci vengano riversati perche' - puntualizza il Presidente - a prescindere da queste considerazioni, i nostri conti tengono per le radicali riforme che abbiamo approvato nella sanita', nel sistema dei rifiuti e con i tagli della spesa corrente. Abbiamo convenuto con il governo, e lo avevamo chiesto al Ministro dell'Economia Grilli, di avviare una collaborazione forte perche' lo Stato sappia cio' che fa la Regione e perche' la Regione si avvalga della collaborazione dello Stato. Con il ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, abbiamo gia' impresso un'accelerazione per l'impiego dei fondi strutturali. Lo stesso approccio di forte collaborazione verra' avviato, e in alcuni casi sono gia' stati avviati i tavoli di confronto, con gli altri Dicasteri. Per esempio Stato e Regione devono ancora chiudere l'iter dei provvedimenti del federalismo fiscale". 

Lombardo che ha confermato la data delle sue dimissioni fissate per il 31 luglio, ha precisato che "non ci saranno spese folli, come paventato da qualcuno, ci sarà solo rigore e un programma mirato al rientro delle spese, oltre che proveddimenti per la spending review, il punto di partenza per qualunque governo venga dopo di noi".
 
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