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Lombardo nomina un detenuto, fioccano le polemiche

Mentre Eugenio Trafficante sconta la pena per stalking, viene nominato presidente di "Sicilia e-servizi"

di Claudia Guarino
politica | Il 28 luglio, giorno previsto per le dimissioni del presidente Lombardo, è quasi alle porte, ma non è mai troppo tardi per continuare a far parlare di sé e a suscitare polemiche. La goccia che ha fatto traboccare un vaso già pieno fino all’orlo da tempo, è stata la scelta di affidare la carica di presidente del collegio dei sindaci di “Sicilia e-servizi”, una delle partecipate della Regione più ricche che si occupa di informatizzazione, al commercialista Eugenio Trafficante, già membro della giunta di Sciacca e quindi assessore comunale di Burgio, paese dell’agrigentino da cui proviene. Il dettaglio sfuggito al governatore Lombardo, è l’attuale dimora di Trafficante, che non è quella della sua residenza, bensì il carcere di Sciacca, presso il quale è giunto lo scorso 29 giugno a seguito di un provvedimento cautelare con l'accusa di stalking. Trafficante, infatti, avrebbe violato il divieto di avvicinamento ad una donna dalla quale era stato precedentemente denunciato. 

Miccichè: “Lombardo fa della Sicilia una barzelletta” - “La vicenda del recluso per stalking indicato come presidente del collegio sindacale di Sicilia e servizi è l'emblema di una stagione di deliri di onnipotenza che stanno ridicolizzando la Sicilia agli occhi dei più", questo il commento di Gianfranco Micciche', leader di Grande Sud rilasciato sul suo blog 'Sud', in merito alla nomina di Trafficante. "La mania compulsiva del governatore Lombardo nell'assegnare poltrone agli amici degli amici, forse per garantirsi qualche vecchio o nuovo consenso elettorale – aggiunge Miccichè - sta causando dei danni inenarrabili, non solo sotto il profilo economico quanto a livello d'immagine. La Sicilia, infatti, sta diventando la barzelletta dell'intera nazione". 

Vitale difende Lombardo: “Eravamo all’oscuro della vicenda, qualcuno avrebbe dovuto dare la notizia” - Il liquidatore della società, Antonio Vitale, prende le difese di Raffaele Lombardo e si pronuncia così sulla vicenda: “qualcuno avrebbe dovuto comunicarci in tempo utile che il professionista designato era stato colpito da un provvedimento restrittivo. Il presidente Lombardo non era a conoscenza dell’arresto del commercialista e – secondo quanto ha riferito – la cinquina con i nomi dei nuovi sindaci della società era stata depositata sette giorni prima dell’assemblea dei soci quindi, evidentemente, al momento dell’indicazione, Trafficante non era ancora stato arrestato. In ogni caso - aggiunge Vitale - il reato di cui è accusato poco ha a che fare con l'attività di revisore dei conti: l'eventuale revoca è una questione di opportunità che devono valutare i soci». Questo l’epilogo della vicenda, più che mai paradossale, che ancora oggi, a pochi giorni dalle presunte dimissioni di Raffaele Lombardo, fa discutere e aggiunge critiche sull’operato del governatore della regione siciliana.
 
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