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Monti ai siciliani: 'Sono uomo del nord, ma non conosco la Padania'

Il premier dal teatro Politeama attacca la Lega, puntando il dito sull'alleanza con Grande Sud

di Francesco Fanuele
politica | Mario Monti con un'ora di ritardo rispetto alla tabella di marcia (saltata anche l'attesa conferenza nella sala degli specchi non senza qualche malumore da parte della stampa) ha partecipato all’incontro sul tema «Sviluppo, Equità e Lavoro: le priorità per la Sicilia» a cui hanno preso parte i candidati di Scelta civica alla Camera per la Sicilia occidentale e quelli al Senato di "Con Monti per l’Italia"

Attacco alla Lega - Dopo il primo contatto con la platea il premier chiarisce subito le origini del suo "accento" puntualizzando: "Sono un italiano del nord e si sente, ma nonostante ciò, davvero non so cosa sia la Padania”. L’affondo alla Lega prosegue: “I leghisti parlano di un’area che non esiste geograficamente, culturalmente ed eticamente, criticano il mezzogiorno, ma poi si alleano con Grande Sud: qualcosa non funziona. Il nord deve  trainare l’italia, non stabilire fantomatici confini geografici, essere il motore del paese per avvicinarci agli standard europei trainando anche il mezzogiorno".  
 
Fondi strutturali – Il leader di "Scelta Civica", auspica una netta inversione di tendenza nello sfruttamento dei fondi strutturali europei: “Nei miei 14 mesi di governo abbiamo sfruttato più fondi noi che le precedenti legislature in 56 mesi. La Sicilia non ha ancora espresso il proprio potenziale, si tratta di una regione ricca di risorse da recuperare per ripartire creando sviluppo. 

Costi della politica – Monti reinteprata il concetto di costi per la politica, non attenzionando solo gli sprechi materiali, ma anche quelli accumulati con le responsabilità mancate: “Auto Blu, stipendi e tagli dei parlamentari sono interventi necessari, sui quali vogliamo intervenire quanto prima, ma non sono gli unici. Il costo della politica sta anche nel non decidere o nel fare solo cose popolari per accaparrare consensi, rimandando invece le decisioni dure ma necessarie.

Attacco trasversale - I due poli che hanno monopolizzato la politica degli ultimi anni, cercano solo di distruggersi a vicenda senza pensare al bene del paese. Noi abbiamo scelto la strada del sacrificio, abbiamo aperto una porta nella fortezza della politica e ora vogliamo proseguire sulla strada della crescita senza disperdere i sacrifici fatti. 
Pensiero finale per le nuove generazioni: "Abbiamo creato una piattaforma per lo sviluppo dalla quale far ripartire i nostri giovani".


*Foto di Luca Castrogiovanni
 
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