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Movida palermitana: ecco l'ordinanza degli esercenti!

Continua la querelle sulla regolamentazione della vita notturna. Ma sulla differenziata sono tutti d'accordo

di Natalia Librizzi
politica | L'ordinanza "movida" emanata lo scorso 17 maggio e presentata con entusiasmo dagli assessori Di Marco e Catania insieme al sindaco Orlando non ha - come preannunciato nei giorni scorsi - riscosso lo stesso successo tra i titolari dei locali palermitani che hanno definito il provvedimento drastico e dagli evidenti limiti, giacché non tiene conto di innumerevoli parametri: "uno su tutti le diverse esigenze tra le varie zone della città". È quanto ha affermato Gigi Giordano, titolare del ristorante Hub, dove lo scorso lunedì si sono incontrati esercenti, ristoratori e gestori dei locali notturni di tutta la città proprio per redigere una nuova versione dell’ordinanza da sottoporre all’attenzione dell’Amministrazione comunale. 

Esercenti vs Amministrazione: sulla musica - All'ordinanza promossa dall'Amministrazione comunale che prevede che l'attività di intrattenimento musicale negli spazi di rispettiva pertinenza debba svolgersi nei giorni feriali e festivi fino alle ore 24 e nei giorni del fine settimana (venerdì e sabato) e prefestivi fino all'una, gli esercenti si oppongono chiedendo un previo confronto con le realtà locali e suddividendo la movida palermitana in tre fasce: "cittadina", del "centro storico" o "turistica". In base alla fascia di appartenenza dunque, ciascuna zona dovrebbe avere una diversa disciplina di orari, diffusione in decibel e tipo di intrattenimento. Per questo gli esercenti hanno anche proposto una valutazione fonometrica comparativa che faccia riferimento anche ai decibel ambientali, giacché ciò faciliterebbe la possibilità - da parte degli stessi e degli artisti coinvolti - di fornire un servizio di intrattenimento soddisfacente in termini di qualità. 

Gli orari proposti - La previsione di fasce orarie differenziate per zona potrebbe prevedere: 
Centro storico e zone turistiche: termine massimo delle esibizioni ore 10.00, musica di sottofondo in diffusione sino a chiusura attività; 
Centro città: termine massimo delle esibizioni ore 00.30, musica di sottofondo in diffusione sino a chiusura attività; 
Zone costiere: termine massimo esibizioni ore 01.00, musica di sottofondo in diffusione sino a chiusura attività, con la proroga di un'ora nei giorni di venerdì e sabato per tutte le fasce. 

Esercenti vs Amministrazione: sugli alcolici e i rifiuti - Mentre l'assessore alle Attività produttive Di Marco aveva caldeggiato e promosso l'introduzione del divieto, dalle 24 alle 7 del mattino, della vendita per asporto di bevande contenute in vetro o lattina, i gestori dei locali hanno ritenuto invece opportuno attenersi alla legge vigente in materia emessa dalla comunità europea e per cui nessuna osservazione può essere mossa all'ordinanza. 
Si trovano invece d'accordo con Di Marco in materia di raccolta differenziata dei rifiuti. Da entrambe le parti si auspica il rispetto della disciplina e si spera per una raccolta rapida ed efficace che preveda, a differenza di quanto accade in questo momento, il ritiro per le attività commerciali anche di domenica. 

Il ritorno del Caffè Concerto in favore della legalità - L'ultima proposta che spicca tra le altre nell'ordinanza "by esercenti" è il ritorno del cosiddetto Caffè Concerto, una formula in voga negli anni 90 e anche abbastanza semplice: grazie alla concessione gratuita del suolo pubblico, il Comune permetteva la chiusura al traffico delle strade per l’allestimento di uno spazio ricreativo all’aperto, gestito a norma senza arrecare alcun disturbo. 
In questa direzione, il Comune avrebbe pieno potere sulla movida palermitana giacché diverrebbe ente patrocinante dell'iniziativa e detterebbe regolamentazioni e indicazioni sugli arredi e la sistemazione delle zone esterne, al fine di rendere decorosi e armonici gli spazi occupati durante il periodo della manifestazione, auspicando un tempestivo piano di controllo e di ripristino della legalità in zone come la Vucciria, Piazza Magione, Ballarò e Olivella, in cui attività prive di qualunque autorizzazione e licenza rappresentano, trattandosi di "competitor low cost", una concorrenza sleale per tutte quelle attività regolarmente registrate, con dipendenti in regola, affitti da pagare e costi di gestione assai elevati che, in un mercato inflazionato e in un momento di crisi come quello globale che stiamo attraversando, stentano a sopravvivere.

Come risponderà l'Amministrazione comunale a cui, intanto, è stata richiesta la sospensiva di 10 giorni dalla data prevista di attuazione dell'ordinanza sindacale?
 
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