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Muos Verso la manifestazione del 30 Marzo, il caso Crocetta-Zichichi è ridimensionato

Perquisite le abitazioni di diversi attivisti. Governo Nazionale e Regionale giungono ad un documento unitario

di Luca Castrogiovanni
politica | Il prossimo 30 Marzo, data della manifestazione nazionale organizzata dal Coordinamento regionale dei comitati No muos, doveva essere per Niscemi un momento di festa, l'atto finale di una vicenda che si trascina dietro da anni. 
Parliamo ovviamente del caso Muos

Le perquisizioni da parte della polizia avvenute ieri a casa di 17 attivisti e finalizzate al ritrovamento di esplosivo, hanno arroventano ancora di più un clima che negli ultimi giorni era tornato a farsi caldo, a causa delle cariche delle forze dell'ordine durante alcuni blocchi dei convogli militari
In realtà una tregua era stata concordata a metà Febbraio; ai militari americani veniva data la possibilità di accedere alla base, al presidio permanente la possibilità di controllare che all'interno dei mezzi non vi fossero operai e tecnici. 
L'approccio iniziale degli Stati Uniti non è stato certo collaborativo, le decisioni del governo Regionale sono state sistematicamente ignorate, dichiarando che il loro interlocutore era il governo Italiano (favorevole all'opera), gli USA accettavano quindi quella sospensione dei lavori mai realmente applicata. 
La manifestazione poteva quindi essere un momento di partenza per discutere di progetti per la riconversione dell'area, un momento per parlare di diritto alla salute e sopratutto di pace

Ricostruzione dei Fatti - Il 6 Febbraio, tecnicamente, è stata messa la parola fine alla costruzione del Muos, il comunicato ufficiale della Presidenza della Regione Sicilia parlava chiaro: “Viene dato mandato all'assessore al Territorio e Ambiente Mariella Lo Bello e al dirigente generale, di avviare immediatamente il procedimento per la revoca delle autorizzazioni.” 

Il mese trascorso però ha semplicemente rafforzato l'idea di come in Italia sia difficile scrivere la parola fine a molte vicende, complice una politica che delle richieste dei cittadini non ne fa un priorità. 
Dal punto di vista politico, il mese passato, ha sopratutto posto al centro del dibattito lo scontro tra il presidente Crocetta e l'assessore ai beni culturali Antonio Zichichi, scienziato dalle opinioni spesso contrastanti con la giunta di cui fa parte. L'assessore, famoso per il sogno di una Sicilia piena di centrali nucleari (in contrasto con la linea Crocetta), non ha mai nascosto di essere favorevole alla realizzazione del sistema radar, dichiarando che l'impatto sulla salute dei cittadini sarebbe minimo. La risposta di Crocetta che bollava come opinione personale le parole di Zichichi, hanno visto una marcia indietro dell'assessore, che ribadendo il basso impatto sulla salute, parlava poi "dell'inutilità dell'opera e di come finalmente la politica avesse concretamente risposto ad una richiesta della collettività"
Rilevante invece la riunione dello scorso 11 Marzo a Roma tra Monti e Crocetta, stabilita per discutere del caso-Muos. I due governi (nazionale e regionale) hanno elaborato un documento unitario in cui anche il governo Italiano ha chiesto di sospendere i lavori in attesa dei risultati degli studi commissionati ad un istituto indipendente, oltre che l'istallazione di centraline per il monitoraggio delle emissioni delle onde elettromagnetiche
Il successo di cui parla Rosario Crocetta è però in contrasto con le opinioni dei comitati che si oppongono alla costruzione; nel documento si parla di sospensione e non di revoca definitiva, adesso toccherà ad un istituto stabilire se il Muos può essere realizzato o bloccato. In attesa quindi della relazione, Niscemi si prepara alla manifestazione per ribadire ancora più fermamente il diritto di scegliere e di essere artefice del proprio destino.
 
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