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MUOS, Lo stop di Crocetta

Bloccati dal governatore i lavori per il radar USA. Quanto serve alla Sicilia?

di Luca Castrogiovanni
politica | A seguito degli scontri dell'altra notte tra polizia e manifestanti che si oppongo alla costruzione del radar USA sul territorio di Niscemi (CL), il presidente Crocetta ha deciso per la sospensione delle autorizzazioni rilasciate dall'ex governatore Raffaele Lombardo
Spiega così la scelta Rosario Crocetta: "Essa deriva dalla mancanza di studi effettuati da organizzazioni sanitarie circa l'impatto sulla salute dei cittadini, la documentazione in possesso della Regione è riconducibile ad imprese ingegneristiche, quindi poco attendibili dal punto di vista medico e non sono previste centraline per il controllo delle emissioni"

In questi giorni ci stiamo occupando degli impatti sulla salute dei cittadini di grandi agglomerati industriali, Milazzo e Gela (poco distante da Niscemi) sono esempi di come troppo spesso il verificarsi di varie patologie sulle popolazioni sia stato declassato a "fenomeno necessario" pur di salvaguardare posti di lavoro.
Il caso del MUOS (Mobile User Obiective System) è però diverso; l'opera è in fase di sviluppo ed inoltre i benefici in termini di lavoro sarebbero praticamente nulli. 
L'installazione dei radar è stata voluta dal governo statunitese e gestita dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, con lo scopo di fornire supporto agli USA durante le loro azioni militari, ma a prescindere dagli sbocchi lavorativi, è di fondamentale importanza che siano messi in primo piano i rischi di malattie per gli abitanti
Per questo motivo Niscemi e tutti gli abitanti di questa parte di Sicilia (l'installazione avrebbe effetti per un raggio di 140 chilometri, condizionando anche l'attività di aeroporti come quello di Catania e Comiso, prossimo all'effettiva apertura) si oppongono alla realizzazione del MUOS, considerandola un'opera inutile e soprattutto nociva. 

A questo punto diventa fondamentale fare alcune considerazioni; in Italia c'è una forte contraddizione, troppo spesso si è a favore o contrari a qualcosa per principio e ad essere trascurate  sono le richieste delle comunità che certe opere sono obbligate ad ospitarle. Troppo spesso sono interessi di vario tipo a diventare prioritari (economici, diplomatici o ideologici) trascurando di fatto la reale utilità delle opere.
Nell'articolo sull'alta velocità in Sicilia ho definito non prioritaria quest'opera non per ideologia, ma perchè nella realtà siciliana sarebbe veramente fine a se stessa. 

Nell'analizzare la storia del MUOS un primo paradosso è riscontrabile nel fatto che la stazione radar nasce in un'area sottoposta a vincoli ambientali, esattamente nella riserva naturale di Sughereta. 
Inoltre quella di Niscemi sarebbe una delle 4 basi sparse per il globo, le altre sono dislocate in luoghi del pianeta scarsamente abitati (Hawaii, Virginia e Australia), così come l'iniziale installazione a Sigonella è stata abbandonata perchè zona densamente popolata, legittimando le preoccupazioni dei niscemesi. 
Un dossier presentato dal giornalista Antonio Mazzeo parla di come già nell'area è presente dal '91 una base militare fonte di emissioni elettromagnetiche superiori ai limiti di legge, certificata dal Politecnico di Torino, e che le 3 antenne del diametro di 18 metri ciascuna, siano virtualmente letali nel diametro di 140 chilometri

Le dichiarazioni del ministro Cancellieri «Il MUOS è sito d'interesse strategico per la difesa militare della nazione e dei nostri alleati» e dell'ambasciatore USA «L'Italia, in quanto membro della Nato e partner importante per la sicurezza e la pace a livello internazionale, così come gli altri membri dell'Alleanza, trarrà beneficio dal Muos a sostegno delle operazioni Nato», non danno risposte alle preoccupazioni lanciate dagli abitanti e l'apertura di un'inchiesta della Procura di Caltagirone per violazioni contro l'ambiente proverà a far luce sulla questione. 
Infine, forse l'aspetto più importante, è che per una volta, la prima, sindaci, consigli comunali e addirittura l'ARS appoggiano (almeno apparentemente) la lotta dei cittadini contro quello che viene considerato un sopruso, un atto di forza contro un territorio che ha già pagato altri veleni e che vuole sì svilupparsi, ma tutelando la salute.
 
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