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Napolitano avverte: 'Siamo in ritardo sull'emergenza lavoro. I giovani non possono aspettare'

Il dato allarmante: tasso di disoccupazione giovanile salito al 38,4%

di Claudia Guarino
politica | L’emergenza lavoro non può più aspettare. Eppure siamo in ritardo, come ha fatto notare, questa mattina, Giorgio Napolitano, durante un’intervista al Tg5. "Dobbiamo essere – ha detto Napolitano - una Repubblica all'altezza dell'articolo 1 della Costituzione, quel primo articolo ebbe grande significato. Si discusse moltissimo in assemblea costituente e si scelse questa dizione anziché l'altra “è una Repubblica dei lavoratori”. “Fondata sul lavoro” – sottolinea - é qualcosa di più, c’é un principio regolatore a cui si debbono uniformare tutti gli attori sociali e tutte le rappresentanze politiche". 

E’ un dramma, quello della disoccupazione, che riguarda tutta l’Europa. Sono circa 26 milioni, infatti, i cittadini europei senza un lavoro. Per lo più si tratta di giovani che, terminati gli studi, stentano a trovare un’occupazione sicura. Parla di loro, infatti, Napolitano. Di tutti quei ragazzi - 300 milioni in Europa, in una fascia d’età compresa fra i 15 e i 24 anni - che a causa di un mercato del lavoro rigido e della devastante ondata di crisi che ha coinvolto il Paese, fanno parte oggi di una nuova generazione esclusa dal futuro. 

 The Economist: "Una generazione senza lavoro" - Come ci tiene a sottolineare il Presidente della Repubblica, l’aspetto preoccupante di questo fenomeno che avanza è che "il problema della disoccupazione giovanile, non è un problema puramente italiano" ma riguarda l’intero continente europeo. Tanto che "Il più importante settimanale internazionale di economia, The Economist – afferma Napolitano - è uscito con una copertina ed un editoriale il cui titolo è "Una generazione senza lavoro". Si parla, solo nei Paesi del mondo ricco, di 26 milioni di giovani che non sono più nel processo formativo, non fanno addestramento e non hanno lavoro. Nell'insieme, l'Organizzazione internazionale del lavoro ha fatto la cifra di 75 milioni di giovani disoccupati, qualcosa di simile alla popolazione di un grande paese". 
 "La verità – conclude - è che sono cambiate le tecnologie, i termini dell'occupazione e si è colto molto in ritardo il dilagare della disoccupazione giovanile sia in occidente che nei Paesi emergenti e in Italia lo sentiamo molto acutamente e drammaticamente". 

Sulla "fuga" degli studenti italiani all'estero, infine, Napolitano parla di una sconfitta per il nostro Paese. 
L'Italia è piena di ragazzi che hanno conseguito una laurea e che si trovano con un pugno di mosche in mano senza uno sbocco lavorativo.
"La scelta di andare fuori dall'Italia alla ricerca di un posto fisso - pertanto - è libera, a fronte di una effettiva maggiore offerta di lavoro" spiega Napolitano. "Bisogna - quindi - creare le condizioni per trattenerli in Italia - prosegue - dato che si tratta di una perdita secca per il Paese. Perché l'Italia - conclude - si accolla il costo della formazione di questi giovani fino alla laurea, e poi deve deprivarsi di queste fondamentali energie". 
Sarà possibile ascoltare l'intervista integrale al Capo dello Stato, questa sera alle 23:30, in onda sul Tg5. 

 La disoccupazione giovanile in Italia - Secondo il premier, Enrico Letta, “In Italia oltre 2,2 milioni di giovani si trovano senza lavoro o fuori da percorsi formativi – come si legge in un testo diffuso da Palazzo Chigi - I dati delle recenti previsioni economiche della Commissione, dimostrano che il problema della disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli allarmanti praticamente in tutti gli Stati membri. Senza misure straordinarie e mirate – ha precisato - non sarà possibile invertire questo trend, aumentando il rischio che la disoccupazione giovanile diventi strutturale".  A marzo, infatti, il tasso di disoccupazione giovanile è salito al 38,4%. Un dato allarmante, che preoccupa e che richiede un intervento immediato da parte del governo. 
 Lo scorso 25 maggio, il premier Letta aveva presentato, all’Unione europea, un pacchetto di misure messe a punto per combattere il tragico fenomeno della disoccupazione, giovanile soprattutto. Una proposta accolta positivamente dal presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, il quale ha annunciato che “la lotta alla disoccupazione, specie quella giovanile, sarà al centro del prossimo vertice europeo di giugno”. 
Un segnale decisamente importante, da parte dell’Europa, al quale, il Presidente del Consiglio, ha risposto manifestando tutta la sua gratitudine: "Carissimo Herman – ha scritto il premier nella lettera di risposta a Van Rompuy - desidero ringraziarti per aver accolto la mia proposta di porre, al centro dell'agenda del Consiglio europeo del 27 e 28 giugno prossimi, il tema della disoccupazione giovanile". "La lotta alla disoccupazione giovanile – ha concluso - rappresenta la sfida prioritaria, per l'Italia e per l'Europa".
 “Bisogna fare presto e agire bene” ha, infine, ricordato oggi il governatore della BCE, Mario Draghi
"In alcuni paesi dell’est europeo – ha detto Draghi – l’alto tasso di disoccupazione giovanile è una minaccia per la stabilità sociale. Le riforme del lavoro – ha concluso – devono assicurare una giustizia per le nuove generazioni".
 
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