seguici su
 facebook
 twitter
     Feed rss
Meteo
Contatti      Pubblicità      Redazione
Sei in: BuonGiornoSicilia » politica » Nei giorni del ricordo di Falcone, inizia il processo sulla trattativa ...
OkNotizie
 0 commenti  |  
A+ A-
 

Nei giorni del ricordo di Falcone, inizia il processo sulla trattativa Stato-mafia

La procura vuole ascoltare anche il Presidente Napolitano e spunta un video sulla sparizione dell'agenda rossa di Borsellino

di Luca Castrogiovanni
politica | La strage di Capaci, di cui il prossimo 23 maggio ricorre il 21esimo anniversario, segna probabilmente il momento più drammatico nella lotta che la mafia ha intrapreso contro il popolo siciliano. La criminalità offende la nostra dignità, è sempre stata un freno per la crescita e lo sviluppo dell’isola, ci ha fatto vergognare di essere siciliani quando le immagini degli omicidi di Falcone e Borsellino hanno fatto il giro del mondo. 
Il prossimo 27 maggio a Palermo inizierà il processo sulla presunta trattativa Stato-mafia, tra i testimoni è stato chiamato anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Nei giorni scorsi è inoltre spuntato un video che dà un volto a chi, materialmente, ha sottratto la valigia di Borsellino nei momenti seguenti lo scoppio del tritolo. 

La strage di Capaci – Palermo ricorderà tra pochi giorni l’eccidio in cui hanno perso la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rocco Dicillo, Antonino Montinaro e Vito Schifani. Il programma delle celebrazioni non è ancora stato ufficializzato, ma sono molti gli eventi in tutta Italia in ricordo del magistrato, della moglie e degli agenti di scorta. Che non sia stata ancora scritta la parola fine in tutta la vicenda lo dimostrano gli arresti eseguiti appena il mese scorso, 8 persone finite in manette per aver partecipato a tutte le fasi dell’attentato, persone mai sfiorate dalle indagini di questi venti anni. Ma se gli esecutori materiali sembrano essere stati consegnati alla giustizia, sono i mandanti di Stato che mancano all’appello, che probabilmente mai pagheranno per l’omicidio del giudice. Tantissimi gli elementi che in questi due decenni hanno dimostrato come Falcone non fosse un elemento scomodo solo per la mafia; insabbiamenti, depistaggi, dichiarazioni di pentiti e tentativi di depistaggio. Ricordato soprattutto per il maxi-processo, si devono al magistrato le innovazioni nelle indagini che hanno portato alla sbarra centinaia di boss. 

La trattativa Stato-mafia - Era il ’92, l’Italia era attraversata dagli scandali di Tangentopoli che, oltre a scoperchiare un infinito sistema di tangenti e corruzione, sancì soprattutto l’eclissarsi di un sistema politico in affari con i clan. La trattativa si configura nello scenario di ricerca di nuovi referenti politici con cui continuare gli affari, oltre che l’attenuazione delle misure previste dal regime carcerario del 41bis. La strage di Capaci è quindi il primo folle segnale seguito poi dall’uccisione di Borsellino e degli attentati di Roma, Milano e Firenze
Fu allora che uomini dello Stato cercarono di mettersi in contatto con esponenti mafiosi tramite Vito Ciancimino. Le indagini hanno visto indagati oltre che i boss di Cosa Nostra, uomini delle Istituzioni, oltre che appartenenti alle forze dell’ordine
Furiose le polemiche degli ultimi mesi per le intercettazioni che hanno riguardato il Quirinale; le telefonate di Nicola Mancino, ministro degli Interni all’epoca delle stragi che chiedeva l’intervento del Colle per una copertura su eventuali indagini. Le intercettazioni come noto sono state distrutte lo scorso mese, ed è per effetto di queste chiamate che il Presidente della Repubblica è stato citato nel processo del prossimo 27 maggio. 

Il video inedito di via D’Amelio - E in questo scorcio di maggio compare un video inedito risalente ai minuti immediatamente successivi alla bomba di via D’Amelio; in quel filmato potrebbe esserci la svolta sulla sparizione dell’agenda rossa su cui erano gli appunti di Borsellino, da cui non si separava mai. Il filmato ritrae il colonnello Arcangioli, già indagato e prosciolto dall’accusa di furto, passare la borsa ad uno dei suoi uomini; nel processo in corso a Caltanissetta sulla morte di Borsellino avrebbe dichiarato di non ricordare a chi avesse ceduto poi la valigia, considerando che sono trascorsi più di 20 anni. 

Tanti episodi, un unico intreccio ma soprattutto la consapevolezza che la mafia non è un “affaire” solamente siciliano, che a tessere le trame non sono solo i boss di Cosa Nostra, che troppa gente ha pagato con la vita la voglia di libertà da un regime di schiavitù.
 
Commenti (0)
Scrivi un Commento
 
 
voglio ricevere una notifica via e-mail sui nuovi
commenti
 
Articoli Correlati ()

Le Nostre Rubriche

 
 
Save the Children Italia Onlus
 
 
 
 
 
 
Save the Children Italia Onlus