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Palermo per l'interculturalità: domani 90 nuovi cittadini

Intanto è stato promossa la Consulta delle culture, che esalta il principio di residenza e partecipazione

di Natalia Librizzi
politica | Sarà probabilmente la più grande fra le cerimonie finora svolte quella che si svolgerà domani ai Cantieri Culturali della Zisa di Palermo quando il sindaco Leoluca Orlando conferirà a 90 bambini nati a Palermo ma di diverse etnie e nazionalità la cittadinanza onoraria.

L'iniziativa, che si inserirà nella giornata conclusiva del progetto "Io come tu - tutti uguali di fronte alla vita, tutti uguali di fronte alla legge" promosso dall'Unicef nell'ambito di una più ampia campagna per i diritti dei bambini e delle bambine, non è la prima ad essere caldeggiata dalla nuova amministrazione comunale, che proprio martedì scorso ha conferito la 283 esima cittadinanza nella salda ed emozionante convinzione che questa politica possa contribuire a costruire un clima positivo con le comunità "altre" affinché, attraverso l'ottenimento della cittadinanza italiana, si costruisca un rapporto sempre più forte con la città. Il sindaco Orlando ha infatti dichiarato che, nell'attesa che lo Stato si doti di una legge – il ius soli – che dia attuazione formale a ciò che è già nei fatti e nella realtà del nostro paese, "la città di Palermo con questo piccolo gesto vuole ancora una volta confermare la propria tradizione di città multiculturale e dell'integrazione". 


In questa direzione di interculturalità, il Consiglio comunale ha approvato la delibera che istituisce e regolamenta "la Consulta delle culture", lo strumento per la partecipazione politica dei cittadini immigrati, comunitari, extracomunitari ed apolidi. A dichiararlo con grande entusiasmo è Giusto Catania, assessore alla Partecipazione e alla Migrazione, che ha proposto con successo l'atto deliberativo. "Una grande operazione che fa diventare Palermo la città all'avanguardia in Italia, infatti la Consulta delle culture non è semplicemente un organo consultivo ma ha l'ambizione di essere un'istituzione che contribuisce alle scelte di governo della città. Oggi possiamo dire che accanto alla Giunta, al Consiglio Comunale e ai Consigli di Circoscrizione, è nata la quarta gamba del sistema di governo e partecipazione della città". 

Il regolamento, composto da 28 articoli, disciplina le modalità di partecipazione al voto, la composizione dell'assemblea e del consiglio di presidenza, i compiti e le attività della consulta ed esalta il principio di residenza che deve prevalere sulla logica della nazionalità. Con questo atto, la città Palermo dà il suo contributo al dibattito internazionale in materia di cittadinanza, contribuendo alla battaglia culturale di chi sostiene il principio secondo il quale si ha diritto alla partecipazione politica in ragione del luogo dove si vive. "Oggi il consiglio comunale ha costruito un pezzo importante della cornice che avvolge il mosaico Palermo – ha dichiarato il sindaco – con l'istituzione della Consulta delle culture mandiamo un segnale all'Italia e all'Europa dimostrando la straordinaria volontà di Palermo di diventare una città interculturale" per favorire l'incontro e il dialogo fra portatori di differenti culture per prevenire o rimuovere ogni forma di discriminazione e di xenofobia.

Che Palermo stia diventando davvero una valida candidata per il grande concorsone a "Capitale europea 2019"?
 
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