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Paolo Borsellino; 21 anni dalla strage tra commemorazione ed ipocrisie

Palermo oggi ricorderà il magistrato ucciso, da domani le istituzioni torneranno nella loro indifferenza

di Luca Castrogiovanni
politica | A Palermo oggi le istituzioni reciteranno lo stesso copione ripetuto da 20 anni, il protocollo imposto in tutte le commemorazioni delle vittime di mafia; condanna della criminalità, ricerca della verità. 
Parole che il vento porterà via, parole a cui non seguiranno mai i fatti. 
E poi gli arresti eccellenti, i duri colpi inflitti alla criminalità, una mafia ormai in ginocchio; ecco, parole. 
La mafia non si sconfigge solo con gli arresti, spesso quei criminali sono solo una facciata della medaglia, il modo per coprire i manovratori delle trame che di fatto condizionano la nostra vita. 
Il “Sistema” è il nemico numero uno, dietro le tangenti e la corruzione non ci sono i “mafiosi”, semmai i loro “ideali”, sposati troppo spesso da tutti di noi. 

Un popolo cui vengono massacrati gli eroi, che vivendo nella fame accetta i soprusi della classe dirigente non può definirsi libero dal pensiero mafioso, fin quando questi atteggiamenti saranno avallati. 
In una democrazia, questi elementi farebbero scendere in piazza milioni di persone, desiderose di avere un cambiamento reale, cosa che purtroppo da noi non accade. 

La strage di via d’Amelio può essere configurata in questo scenario, alla fine interessa a pochi sapere di fatto la verità; chi sono i veri mandanti, perché l’agenda rossa non si trova, perché ci sono stati tanti tentativi d’insabbiamento nelle indagini. Un popolo indignato per la mafia non boicotta certi eventi, in via d’Amelio non si è mai registrato il “tutto esaurito” come potrebbe accadere in un evento mondano. 

Anche oggi, Paolo Borsellino e gli agenti della scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, uccisi 21 anni fa, rischiano di rivoltarsi nella tomba. 

Ma esiste una Sicilia che dalla mafia vuole liberarsi non a parole; i veri successi sono il crescente numero di persone che si ribellano al pizzo, le varie associazioni che sulla strage di via D’Amelio e su tutte le altre stragi chiedono la verità. Per loro, per noi, sono previsti degli eventi che Paolo avrebbe sicuramente approvato. 
I bambini, coordinati dal Laboratorio ZEN hanno animato la mattinata di via D’Amelio, alle 15:30 saranno invece i magistrati Giovanni Conzo, Antonino Di Matteo, Domenico Gozzo, Gabriella Nuzzi, Piergiorgio Morosini ad esporre i loro pensieri sulle mancate verità della strage. 
Il minuto di raccoglimento all’ora dell’esplosione, le 16:58, poi tanti contributi artistici con Marilena Monti, Vauro, Sabina Guzzanti, Antonio Grosso e Moni Ovadia. Tra gli altri presente anche Marco Travaglio, e i giudici Catello Maresca, Roberto Tartaglia, Sebastiano Ardita, Roberto Scarpinato, Leonardo Guarnotta. 
Prevista anche una pedalata e la consegna delle targhe Agende Rosse, da parte dell’associazione fondata da Salvatore, fratello del magistrato ucciso che dall’indomani della strage si batte per la verità sulla sparizione degli appunti del fratello. 

Anche quest’anno, i familiari di Paolo, dispensano le istituzioni dalle visite.
 
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