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Passa il DDL 278: abolite le Province

Crocetta, UDC e M5S hanno collaborato, il PDL ancora non ci sta

di Natalia Librizzi
politica | Ieri, 19 marzo 2013, l’Assemblea Regionale Siciliana ha varato con 53 voti a favore, 28 contrari e un astenuto il DDL 278, che prevede l’abolizione delle nove Province e la sostituzione delle stesse con i cosiddetti liberi consorzi tra comuni, a cui si aggiungono però Gela e Marsala, e l’istituzione delle tre città metropolitane di Palermo, Catania e Messina. 
Rimane invariato il termine ultimo per l’istituzione di questi nuovi organi che si dovrà esaurire entro il 31 dicembre 2013. Identica scadenza per i mandati commissariali: fino ad allora quindi niente elezioni. Si è stabilito, inoltre, che i componenti dei liberi consorzi non potranno essere eletti direttamente dai cittadini ma saranno invece scelti con un sistema indiretto di secondo grado. 

Il 'modello' siciliano: M5S è con Crocetta - È stato decisivo, per l’approvazione del DDL tanto auspicato da Crocetta, l’appoggio del Movimento 5 Stelle, il cui capogruppo, Giancarlo Cancelleri, subito dopo le votazioni in Sala d’Ercole, ha dichiarato che la vittoria non è soltanto siciliana ma anche propria del partito: "A buon diritto - dice infatti - possiamo definirla una delle vittorie politiche del movimento che ha riportato sui giusti binari una discussione che aveva preso un'altra direzione. Noi abbiamo sparigliato un po’ le carte e riacceso il dibattito e alla fine sia Crocetta sia la maggioranza hanno ripreso quella che era una delle nostre proposte”. 

Il PDL denuncia ancora - L’onorevole Marco Falcone, il vice presidente del PDL all'Ars, ha denunciato – al termine delle votazioni, intorno alle 19.30 – le sue perplessità non solo sulla presunta mancata attuazione del regolamento in Aula durante il dibattito per la riforma del sistema delle Province, ma anche sul reale risparmio economico che il presidente della Regione ha proclamato dopo l’abolizione dei nove ‘colossi’. “È grave – ha detto – che il DDL in discussione arrivi in Aula addirittura senza il parere della commissione di merito e, per questo, salti dunque anche il passaggio in commissione Bilancio. Il ragionamento è semplice: stiamo istituendo di fatto le aree metropolitane che non potranno essere di certo a costo zero. Per una legge come quella che dovremmo fare in Aula c’è l’obbligatorietà di quantificazione della spesa. Quindi, questa legge deve completare l’iter nelle commissioni e uscirne con i loro pareri”. 

Intanto, all'Ars rimangono ancora 8 mesi di tempo per scrivere una riforma, in previsione del 31 dicembre, perché se entro la fine dell'anno non sarà stata effettuata la riforma, sarà una dura sconfitta.
 
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