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Peppino Impastato, una vita contro la mafia

A Cinisi il corteo in suo ricordo; il programma con le iniziative

di L.C.
politica | La Sicilia oggi ricorda Peppino Impastato, il terrorista fattosi saltare da solo durante la preparazione di un attentato; assurdo, ma questa è stata la prima ricostruzione fatta dalla polizia la mattina di quel 9 maggio di 35 anni fa. 

In quei tempi la mafia era ancora qualcosa di astratto, un argomento lontano dai palazzi della politica e dal potere. Sono serviti molti altri omicidi affinchè il fenomeno potesse essere affrontato come associazione criminosa, piaga di una terra che a questa ingombrante presenza deve la sua arretratezza. Peppino Impastato è stato ucciso su ordine di Tano Badalamenti, boss di Cinisi che ogni giorno veniva denigrato dai microfoni di Radio Aut, oltre che da pubbliche iniziative. Peppino Impastato è uno che "se l’è cercata", non si è fatto i fatti suoi perché voleva combatterla quella mafia che lui definiva "una montagna di merda". La grandezza del personaggio va riconosciuta soprattutto perché la sua lotta partì dall’interno della sua famiglia; suo padre era vicino agli ambienti malavitosi, il boss Cesare Manzella era inoltre suo stretto parente, vederlo saltare in aria fu per Peppino lo stimolo per combatterla quella montagna di merda. 

Dopo 35 anni qualcosa è cambiato; la mafia è riconosciuta come associazione criminale, più che il ruolo delle istituzioni (spesso colluse) è nella società civile che si trovano gli elementi di maggior interesse. La Sicilia, ma l’Italia tutta, è ancora soggiogata al potere delle mafie, ma quello strapotere prima assoluto ha comunque mostrato delle crepe; in Sicilia oggi esistono addirittura associazioni anti-racket, tanti liberi cittadini che alla mentalità mafiosa vogliono ribellarsi. 

Peppino non è dunque morto invano, almeno questo è quello che vogliamo pensare. La grande manifestazione che ogni anno a Cinisi ricorda la sua figura, attira nel paesino del palermitano persone provenienti da tutta la nazione; quei 3 chilometri che dividono Terrasini, sede di radio Aut da Cinisi, città dove oggi al posto dell’abitazione di Peppino c’è la casa memoria a lui e a sua madre dedicata, sono un alternarsi di emozioni. Ma è al film i 100 passi che probabilmente si deve l’inversione di tendenza nell’analisi della figura di Impastato, soprattutto per la notorietà che da quel momento la sua figura ha assunto, divenendo da terrorista a simbolo indiscusso della lotta alla mafia. Oggi anche Cinisi cerca di ripulire la sua immagine, cercando di scrollarsi l’etichetta di città di Badalamenti. 

Per la commemorazione di Peppino Impastato sono tanti gli eventi organizzati soprattutto dalle associazioni anti-mafia. Il corteo di oggi, partenza prevista alle 17 da radio Aut, è il momento culminante di una serie di iniziative, ricordiamo inoltre che è ancora possibile firmare la petizione per richiedere l’esproprio del casolare dove fu barbaramente picchiato ed assassinato. 

 
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