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Pericolo scampato per l'Amia?

Sciolta dal Tribunale fallimentare la riserva sul piano proposto da Quartararo.

di C. G.
politica | A quanto sembrerebbe dall’ultima udienza del Tribunale fallimentare di Palermo, l’Amia, l’ex municipalizzata, in amministrazione straordinaria dal 2010, che per anni si è occupata della raccolta dei rifiuti del capoluogo siciliano, non correrebbe più il rischio di fallimento. I giudici, che il 22 giugno si erano riuniti per decidere sul fallimento dell’AMIA, hanno sciolto oggi la riserva sul piano proposto dal liquidatore, Baldassarre Quartararo, rinviando ad un’ulteriore udienza, che si svolgerà il 12 ottobre, per dare modo alle parti di predisporre la proposta di concordato. Il passo successivo sarà, dunque, l’elaborazione di un piano che dovrà essere approvato dal ministero dello Sviluppo economico.

La proposta di concordato fallimentare- Il piano previsto per risanare i debiti dell’azienda, indebitata fino al collo, consisterebbe nella scissione dell’Amia in due parti: quella vecchia, che andrebbe avanti secondo il concordato fallimentare, e l'altra, nella quale confluirebbero solo i debiti nei confronti dei dipendenti costituiti dal Tfr. Più precisamente, il piano che è stato presentato ieri dal giudice Baldassarre Quartararo, il liquidatore dell'Amia, propone la vendita delle azioni di Amg attualmente possedute, per pagare i creditori, e la creazione di una nuova compagnia che si occupi della per la gestione futura della raccolta dei rifiuti a Palermo, lasciando alla vecchia amministrazione il compito di risanare i debiti, come stabilito nel concordato preventivo. Così, una parte dei 180 milioni di euro di debiti (esclusi i 42 milioni di debiti nei confronti dei dipendenti) verrebbe in parte risanata con la vendita del 49% dell'Amg. 

La soddisfazione del sindaco Orlando- Il Sindaco Leoluca Orlando e l'Assessore per il bene comune delle Aziende partecipate Cesare Lapiana, hanno espresso "soddisfazione e compiacimento per la decisione assunta oggi dal Tribunale" confermando allo stesso tempo che "è interesse massimo dell'Amministrazione comunale, perché è interesse massimo della città, scongiurare definitivamente il rischio di fallimento di un'azienda strategica per lo sviluppo della collettività." Il Sindaco e l'Assessore hanno quindi ribadito "la disponibilità dell'Amministrazione comunale a collaborare con il liquidatore e con i Commissari per la definizione della proposta di concordato". “Mentre ci avviamo ad uscire dall’emergenza - affermano Orlando e Lapiana - stiamo già lavorando al futuro che passa attraverso la raccolta differenziata e la realizzazione della sesta vasca di Bellolampo, progetti che restituiranno a Palermo un’azienda pubblica sana e produttiva”.
 
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